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Campobasso, Leo Ortolani si racconta: “Le mie parodie nascono dall’amore per l’opera originale” (VIDEO) | isNews

Da Rat-Man ai suoi lavori più famosi e amati, il prossimo Magister del Comicon ospite dell’associazione Act all’Alphaville ripercorre la sua carriera da numero uno del fumetto italiano


di Pietro Ranieri

CAMPOBASSO. Il maestro del fumetto italiano Leo Ortolani è stato ospite d’eccezione di una masterclass organizzata dalla Scuola di Scrittura Creativa e Fumetto dell’Associazione culturale Act. L’incontro, dal titolo ‘Raccontami (come si realizza) una storia (a fumetti)’, si è svolto nel pomeriggio presso la Sala Alphaville: una sala piena di appassionati, studenti e fan dell’autore di Rat-Man e Cinzia, nella Hall of Fame di Lucca Comics dal 2024 e prossimo Magister dell’edizione 2026 del Comicon.

L’evento, patrocinato dal Comune di Campobasso e realizzato in collaborazione con Portale Fumetteria, si è articolato in tre momenti: una prima parte dialogica dedicata al percorso artistico dell’autore; una seconda dimostrativa, con disegni realizzati dal vivo; infine, spazio alle domande del pubblico e al firmacopie conclusivo.

Ortolani ha un rapporto particolare con il Molise: molto probabilmente è stato proprio lui il primissimo a giocare con la sua ‘non esistenza’ – diventata poi un meme – in una famosissima sua vignetta del 2004. “Secondo me siamo dentro Matrix, per cui adesso mi offriranno una pillola sicuramente, vediamo se (il Molise, NdR) continuerà a esistere ancora dopo quando faremo la masterclass”, ha ironizzato nel corso dell’evento.

Riflettendo sul rapporto tra autore e personaggio, e sul lascito di Rat-Man, il fumettista ha spiegato: “Il personaggio a volte rischia di diventare la persona. Anzi negli ultimi anni è successo proprio questo, vedi Zerocalcare che disegna se stesso direttamente. Noi eravamo ancora abituati a trasferire noi stessi attraverso i nostri personaggi. In effetti parlare di quello che ho fatto è veramente parlare poi di se stessi”.

Ma cosa rimane di Ortolani dopo Rat-Man? “Beh, è ancora Ortolani. La cosa bella è che per 20 anni è uscito Rat-Man, adesso esco io. L’autore per fortuna rimane anche alla chiusura di un personaggio”. Spazio anche alla riflessione sulla parodia, cifra distintiva della sua produzione: “Più che dissacrare rinarro quelle opere a modo mio, in maniera umoristica, però amandole sempre. Mi avvicino alle parodie amando il prodotto originale, perché sennò sarebbe un volerle prendere in giro e basta. Invece lo faccio con molto affetto”.

Soddisfazione da parte degli organizzatori. “Siamo orgogliosi di avere Leo qui, che è uno dei nomi più importanti del panorama fumettistico italiano – ha commentato Gianmarco Galuppo dell’Associazione culturale Act – Non potevamo sperare di avere un nome migliore”.


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