Toscana

Campobasso in forma, Guccione in dubbio. I tifosi spingono l’Arezzo: “Crediamo in voi”


C’era tanta gente a Rigutino a presenziare all’ultimo allenamento della squadra prima della partenza per Campobasso. Almeno 300 persone si sono date appuntamento al centro sportivo Giusy Conti per manifestare il proprio sostegno agli amaranto, attesi da una trasferta delicata che cade dopo la sconfitta casalinga con la Ternana. Già mercoledì sera, subito dopo il triplice fischio dell’arbitro, la Minghelli aveva applaudito i calciatori e stamani è stato ribadito il concetto.

“Ora è il momento di dare tutto quello che abbiamo dentro. Noi crediamo in voi” si leggeva in uno striscione firmato dalla curva sud e appeso alla rete di recinzione. Subito dopo la rifinitura, la squadra si è avvicinata alla tribuna per ricevere l’incoraggiamento dei tifosi, che per una buona mezz’ora hanno cantato e sventolato le bandiere. Prima di rientrare negli spogliatoi, mister Bucchi ha sorriso e salutato il pubblico.

Quella di Campobasso è una partita complicata innanzitutto per il valore dell’avversario, reduce da tre vittorie di fila, dal turno di riposo infrasettimanale e insediatosi in piena zona playoff. I molisani stanno attraversando un ottimo momento di forma, con Bifulco goleador e trascinatore. Domani sera Zauri riproporrà il 352 che è il vestito migliore, quello che calza a pennello alla squadra. Il gioco ruoterà attorno alla regia di Gargiulo, un play che sta vivendo un’annata su alti livelli. Atteso un gran pubblico al Molinari.

L’Arezzo, su quest’altro fronte, è chiamato a una prova d’orgoglio. “Ci serve serenità” aveva detto Bucchi a caldo dopo la partita con la Ternana. E in effetti, nonostante l’Ascoli sia risalito a -4 classifica, la situazione è tutt’altro che pessima: gli amaranto sono ancora saldamente in testa, di qui ad aprile giocheranno una partita in più rispetto alla concorrenza e, soprattutto, hanno dimostrato in più circostanze di saper fronteggiare con personalità i momenti più complicati.

È chiaro che domani sarà un crocevia cruciale, anche perché in contemporanea si giocherà Ascoli-Ravenna, una sorta di spareggio fra le inseguitrici. “Pensiamo solo a noi stessi” ha sempre spiegato Bucchi, che non ha cambiato idea. Semmai ci sono un paio di insidie da fronteggiare: una riguarda Guccione, alle prese con un virus influenzale che gli ha fatto saltare la rifinitura di stamani. Il giocatore, pilastro della squadra, è in forte dubbio e la sua assenza costringerebbe Bucchi a cambiare formazione, con Iaccarino sostituto più probabile in un centrocampo con Mawuli e Chierico. Coppolaro è in vantaggio su Renzi per il ruolo di terzino destro, mentre la maglia da centravanti se la contendono Cianci e Ravasio. Per il resto, formazione tipo con Venturi, Gilli, Chiosa, Righetti, Pattarello e Tavernelli. Indisponibili Ionita (malanno muscolare) e De Col (squalificato).

L’altra insidia è legata al fattore campo. Quella di Campobasso sarà la prima di tre trasferte cui non potranno prendere parte i residenti in provincia di Arezzo. L’Osservatorio ha infatti disposto il divieto in seguito ai disordini scoppiati a circa un’ora dalla partita con il Ravenna del primo marzo. Interdette al pubblico aretino anche le partite del 20 marzo a Sestri Levante contro il Bra e del 4 aprile a San Benedetto del Tronto.

I precedenti dicono che a Terni, a Perugia e a Livorno, cioè nelle gare stagionali in cui l’Arezzo non ha avuto la sua curva a sostegno, sono arrivati due pareggi e una sconfitta, con prestazioni così così. Stavolta però è diverso: gli amaranto si sono costruiti una corazza resistente e il fatto di essere soli contro tutti, in uno stadio pieno, potrebbe anche far scattare la scintilla giusta. Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E questo sembra proprio il momento di ribadire la forza dimostrata fin dall’esordio in campionato.




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