Basilicata

Campania e Calabria sul podio delle migliori colombe d’Italia

Colombe pasquali. Il Campionato “Miglior Colomba d’Italia” 2026 incorona il Sud: Massimo Esposito di Catanzaro conquista l’oro nella categoria colomba gelato, novità assoluta di questa edizione. Campania in festa con due ori nelle categorie classica e salata


Un dolce del “nord” con origini che affondano nel mito, conquista il podio “dei più buoni” al Sud. Dal profondo Sud arrivano le migliori colombe d’Italia. È questo il verdetto del Campionato “Miglior Colomba d’Italia” 2026, svoltosi alla Fiera del Tirreno CT di Carrara nei giorni 1 e 2 marzo, nell’ambito dei Campionati Nazionali di Pasticceria e Panificazione organizzati dalla Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria (Fipgc). Oltre 80 dolci al vaglio della giuria, tre categorie in gara e un risultato che proietta il Mezzogiorno al vertice dell’alta pasticceria italiana.

MASSIMO ESPOSITO, IL CATANZARESE DELLE COLOMBE GELATO

La vera sorpresa di questa edizione porta la firma di Massimo Esposito, maestro gelatiere del bar “Foyer” di Catanzaro, che si è aggiudicato l’oro nella categoria Miglior Colomba Gelato, una novità assoluta introdotta quest’anno per la prima volta nel regolamento del campionato.
La sua creazione è un connubio audace tra la tradizione del grande lievitato pasquale e l’arte della gelateria artigianale: un impasto al cioccolato, privo di inserimenti, farcito con gelato al melograno, arricchito da un crumble di anacardi e rifinito con una glassa al cioccolato bianco. Un’opera che ha convinto la giuria per originalità, equilibrio dei sapori e precisione tecnica – il gelato, secondo il regolamento, deve essere mantecato live al momento della preparazione, con successiva farcitura e abbattimento prima della degustazione.
Il riconoscimento rappresenta un traguardo importante per la Calabria e per l’intera scena dolciaria del Sud Italia, sempre più protagonista nelle competizioni nazionali di settore.

COLOMBE PASQUALI, LA CAMPANIA IN VETTA

La regione che porta a casa più medaglie è la Campania, con un’autentica doppietta d’oro nelle due categorie storiche del campionato.
Antonio Gargiulo, maestro pasticciere di Sant’Agnello (Napoli), conquista il primo posto nella categoria Colomba Classica – quella realizzata con il solo inserimento di canditi d’arancia e rifinita con la tradizionale glassa croccante. Secondo la giuria, la sua colomba ha rispettato in modo impeccabile tutti i parametri richiesti dal regolamento: dalla morbidezza dell’impasto alla perfetta alveolatura, segno di una lievitazione magistrale.
Nella categoria Colomba Salata, l’oro va invece a Raffaele Romano, maestro pasticciere di Solofra (Avellino). La sua colomba gastronomica “Anima Campana” è un inno al territorio: capperi, acciughe e Provolone del Monaco sono gli ingredienti protagonisti, arricchiti da pomodorini confit che aggiungono una nota di dolcezza e un tocco di colore vivace. Un prodotto che racconta la Campania in ogni morso.

«UN LIVELLO ELEVATO»

A rendere questa edizione ancora più straordinaria sono i numeri della competizione. Il presidente Fipgc Matteo Cutolo non ha nascosto la sua sorpresa: «Quest’anno, osservando la classifica, siamo rimasti esterrefatti: dal primo al decimo classificato lo scarto è stato di pochissimi punti. Un livello così elevato non si era mai visto prima».

COLOMBE PASQUALI DAL MITO ALL’OGGI

La colomba pasquale vanta origini avvolte nel mito. La leggenda più accreditata risale al 572 d.C.: dopo tre anni di assedio, il re longobardo Alboino conquistò Pavia. I cittadini, per placare la furia del sovrano, gli offrirono soffici pani dolci a forma di colomba, simbolo di pace. Il gesto funzionò: Pavia fu risparmiata e divenne capitale del regno longobardo.

Una seconda leggenda, sempre ambientata a Pavia, ha per protagonista San Colombano. Ospite della regina Teodolinda durante la Quaresima del 610 d.C., il santo si trovò davanti a un banchetto di selvaggina incompatibile con il digiuno quaresimale. Per non offendere la regina, benedisse le carni e, per miracolo, queste si trasformarono in candide colombe di pane.

La storia documentata, però, è assai più recente. Nella Milano degli anni Trenta, il pubblicitario Dino Villani, direttore creativo della Motta, ebbe l’intuizione di riutilizzare lo stesso impasto e gli stessi macchinari del panettone natalizio per creare un dolce da Pasqua: nacque così la colomba come la conosciamo oggi, con la sua forma ad ali spiegate, la glassa croccante e i canditi d’arancia. Un’idea di marketing diventata tradizione nazionale tanto che nel 2005 il Ministero delle Attività Produttive ha codificato per legge gli ingredienti minimi che deve contenere una “vera” colomba.


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