Camera, 32 deputati sospesi: occuparono la sala stampa per impedire la conferenza sulla remigrazione di CasaPound
Trentadue deputati delle opposizioni sono stati sanzionati per aver occupato lo scorso 30 gennaio la sala stampa della Camera, dove era prevista la conferenza stampa (poi annullata) sulla remigrazione organizzata dal deputato leghista Domenico Furgiuele insieme al portavoce di CasaPound Marsella, Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Massetti, ex di Forza Nuova, e Ferrara della Rete dei Patrioti. È questa la decisione presa, a maggioranza, dall’ufficio di presidenza di Montecitorio.
In particolare sono 5 i giorni di sospensione stabiliti per 22 deputati (10 del Pd, 8 del M5S e 4 di Avs) il cui comportamento è stato ritenuto “di maggior gravità, in quanto, di fatto, materialmente e direttamente impeditivo dell’avvio della conferenza stampa” per essersi “seduti al banco degli oratori, occupandolo, o che si sono posizionati dietro o intorno al medesimo banco nelle varie fasi di svolgimento della protesta”.
Questi i nomi dei deputati sanzionati con 5 giorni di sospensione: Bakkali, Cuperlo, Orfini, Sportiello, Ricciardi Riccardo, Zaratti, Auriemma, Boldrini, Bonelli, Caso, De Maria, Ferrara, Fratoianni, Lomuti, Mari, Morassut, Quartini, Romeo, Sarracino, Scotto, Silvestri Francesco, Stumpo. Quattro giorni di sospensione, invece, per altri 10 deputati (5 M5S e 5 Pd) che hanno contribuito “volontariamente alla saturazione dei posti disponibili“. Si tratta dei deputati Alifano, Casu, Ciani, Di Biase, D’Orso, Gribaudo, l’Abbate, Mancini, Orrico e Ricciardi Marianna.
Le reazioni
“È stato giusto farlo e non considero la sanzione come il segno di una colpa“. Così Nicola Fratoianni ha commentato in un video la sospensione che ha ricevuto insieme ad altri deputati. “Lo rifarei e lo rifaremo se dovesse capitare la necessità, perché onorare la democrazia, la Costituzione, la Repubblica e il suo fondamento antifascista significa dire che, se proprio il governo non ha la forza di sciogliere le organizzazioni neofasciste, almeno non devono entrare nel Parlamento, cuore pulsante della democrazia italiana”.
Della stessa idea il deputato Pd Matteo Orfini: “La nostra colpa è di aver impedito che alla Camera si svolgesse la conferenza stampa di neofascisti e neonazisti. In tutta onestà devo dirvi che non mi sento in colpa. E che lo rifarei. Anzi, dovesse ricapitare, lo rifarò. E penso sia il modo migliore per servire le istituzioni, nate dalla lotta antifascista”.
Dichiarazioni a cui fa eco anche il deputato Avs Filiberto Zaratti: “Una decisione sproporzionata, ingiusta, inopportuna, stavamo difendendo la Costituzione e l’onore antifascista della Camera”.
“Le sanzioni decise dall’Ufficio di Presidenza della Camera per le proteste dei nostri deputati e delle nostre deputate per lo svolgimento di una conferenza stampa di naziskin alla Camera, sono irricevibili. E questo perché riteniamo di aver agito nel giusto e di aver difeso con i nostri corpi l’onore delle istituzioni”, afferma invece in una nota il gruppo M5S alla Camera.
La nota dei pentastellati si conclude: “È inoltre paradossale che si impongano delle sanzioni a chi ha fatto un’azione a difesa dell’onorabilità del Paese, quando nel contempo ci si limita a una “tirata d’orecchie” per Delmastro, il quale non aveva, come invece previsto da regolamento, dichiarato nulla sulle proprie quote nel famoso ristorante in partecipazione con la figlia di un prestanome della camorra. Con questa scelta la maggioranza di Giorgia Meloni ha mostrato una volta di più i “valori” che la guidano e muovono le sue scelte politiche. Per quel che ci riguarda, queste sanzioni non ci faranno fare nessun patto indietro rispetto alla nostra opposizione. Anzi, semmai rinnoveranno il nostro orgoglio e la nostra determinazione”.
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