“Cambio quartiere e voglio cambiare medico di famiglia. Come si fa?”: ecco tutti i passi da fare
Vi scrivo perché a breve mi trasferirò in un altro quartiere della città e porterò con me la mia anziana mamma. Mentre per me il cambio è dettato da una questione logistica, per lei la situazione è più delicata: non è soddisfatta dell’assistenza ricevuta ultimamente e vorrebbe capire se è possibile cambiare medico anche perché è venuto meno il rapporto di fiducia, oltre che per la distanza. Come dobbiamo muoverci per garantirle continuità assistenziale nel nuovo quartiere e quali sono i nostri diritti in merito? (M. C., Torino)
Il quesito tocca un punto centrale del Servizio sanitario nazionale: ogni cittadino ha il diritto di scegliere e, se necessario, revocare il proprio Medico di Medicina Generale (Mmg). Il cambio può avvenire: per motivi logistici (trasferimento di residenza o domicilio); per esigenze organizzative; ma anche – ed è un aspetto fondamentale – per il venir meno del rapporto di fiducia. Il medico di famiglia non è soltanto un prescrittore di ricette, ma il primo presidio di salute sul territorio. In particolare per le persone anziane, la qualità della relazione terapeutica incide in modo determinante sulla continuità e sull’efficacia delle cure. Proprio per valorizzare questa dimensione relazionale, Cittadinanzattiva, in collaborazione con FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), ha promosso qualche tempo fa la campagna “Cura di coppia”, che sottolinea come medico e paziente formino una vera e propria alleanza basata su ascolto, trasparenza e rispetto reciproco. Quando questo equilibrio viene meno, il diritto alla revoca tutela il percorso di cura del cittadino.
Come procedere per il cambio del medico
Le modalità operative variano in base al tipo di trasferimento. Trasferimento nello stesso Comune o nella stessa ASL: se il cambio di abitazione avviene all’interno dello stesso Comune o della stessa ASL, la procedura è semplice. Prima verifica: è necessario consultare l’elenco dei medici disponibili nel nuovo distretto. Ogni medico ha un numero massimo di assistiti (massimale) e può accogliere nuovi pazienti solo se ha posti liberi. La Modalità di cambio può essere online tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) o il portale regionale della salute, accedendo con SPID o CIE. È la modalità più rapida e consente di visualizzare in tempo reale i medici disponibili. Oppure attraverso gli sportelli “Scelta e revoca” presso la ASL di riferimento, con documento d’identità e tessera sanitaria (anche della mamma, se si agisce per suo conto con delega). Infine ci sono le farmacie abilitate: in molte Regioni è possibile effettuare l’operazione direttamente in farmacia.
Trasferimento in un’altra città della stessa Regione
Se ci si sposta in un Comune diverso ma si rimane nella stessa Regione, la procedura è semplificata grazie all’anagrafe sanitaria regionale unica. Cosa sapere: non occorre cancellarsi dal vecchio medico; l’assegnazione del nuovo comporta automaticamente la revoca del precedente. Come fare? Online, tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico regionale, oppure recandosi agli sportelli “Scelta e Revoca” della nuova ASL con: documento di identità, tessera sanitaria (anche con eventuale delega); autocertificazione di residenza
Trasferimento in un’altra Regione
In caso di cambio Regione, la procedura richiede un passaggio amministrativo ulteriore, poiché la sanità è organizzata su base regionale. Primo passaggio: cancellazione dalla vecchia ASL. È necessario comunicare la rinuncia al medico precedente. Spesso l’operazione avviene contestualmente all’iscrizione nella nuova Regione, ma è prudente richiedere un documento che attesti l’avvenuta cancellazione. Secondo passaggio: iscrizione alla nuova ASL presso gli uffici della nuova ASL di residenza, presentando: Documento di identità; codice fiscale; certificato di residenza o autocertificazione. Al momento dell’iscrizione sarà possibile scegliere il medico tra quelli disponibili nel distretto.
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