Piemonte

Calcio under 16: rissa sugli spalti e un genitore prende a calci un 15enne


Botte, insulti, addirittura un calcio in pancia a un ragazzino di 15 anni: è finita con una maxi rissa (in campo e fuori) la partita di sabato fra le squadre degli Allievi 2010 di Novese e Aqui calcio, ad Aqui terme, in provincia di Alessandria.

A denunciare tutto nelle scorse ore, con una nota, è l’Asd Novese calcio dopo la vittoria per 2-0: «Purtroppo la giornata di sport si è poi trasformata in una oscena e quantomeno rammaricante entrata in campo di una parte di tifoseria acquese, fra cui segnaliamo un genitore che ha colpito un nostro ragazzo con un calcio sull’addome». Un episodio che ricorda da vicino quanto successo ad agosto in provincia di Torino, quando scoppiò una rissa simile fra calciatori 14enni, il papà di un calciatore entrò in campo e colpì il portiere avversario, facendolo finire in ospedale con un trauma cranico e una frattura al malleolo. Seguirono un caso mediatico, squalifiche e Daspo per i protagonisti, sia giocatori sia adulti (compreso il ragazzino colpito, immortalato in un filmato come primo a dare il via alla rissa).

La Novese prosegue accogliendo le scuse le scuse del responsabile tecnico dell’Acqui, Federico Rovera, ma aggiunge: «Condanniamo la violenza subita dai nostri ragazzi e dalle famiglie e mister, che all’uscita dagli spogliatoi hanno nuovamente subito una seconda aggressione, terminata solo all’arrivo delle forze dell’ordine con uno scontato dileguarsi dei diretti responsabili».

La società ora chiede un intervento della Federazione almeno per quanto accaduto sul campo di gioco: «Crediamo fermamente che soggetti tanto violenti ed in evidente difficoltà comportamentale vadano allontanati dalle aggregazioni e non solo sportive. I nostri ragazzi sono il futuro, si vergogni chi non è in grado di proteggerli».

L’altra società coinvolta risponde con un’altra nota che non cerca scuse: «L’Acqui F.C. intende esprimere massima solidarietà alla Novese in merito al deprecabile episodio accaduto al termine della gara che ha viste impegnate le nostre squadre U16. Il nostro impegno quotidiano consiste soprattutto nel promuovere e trasmettere valori che sono ben più importanti dei meri risultati sportivi. Riteniamo che episodi come quello accaduto, nulla abbiano a che fare con la dedizione e l’impegno che tutti noi mettiamo in campo, con passione, sacrifici e grande volontà».

La colpa, secondo l’Aqui, è da cercare altrove: «Tante società sono “ostaggio” di qualche spettatore, che ciclicamente con i propri comportamenti, oltre a rovinare una giornata di sport, tende a ledere anche l’immagine della società che in quel momento ospita una gara. Non ci esimiamo assolutamente dalle nostre responsabilità quando deprecabili comportamenti vedono protagonisti nostri tesserati. È molto più complicato farlo nei confronti di persone che non ricoprono in nessun modo ruoli all’interno della società ma che purtroppo, per la famosa “responsabilità oggettiva”, vengono a noi accostati».


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