Calamità naturali, scatta l’obbligo di assicurazione per le medie imprese

Dal 1° ottobre 2025 le medie imprese italiane sono obbligate a sottoscrivere una polizza contro le calamità naturali, come previsto dalla legge di bilancio 2024. Una misura attesa da anni, che allinea finalmente l’Italia ai principali Paesi europei. Restano escluse, almeno fino al 31 dicembre 2025, le piccole e microimprese, che rappresentano la maggioranza del tessuto produttivo nazionale. L’obiettivo è creare un sistema più solido di copertura dei rischi climatici, in un Paese dove eventi estremi – alluvioni, frane, incendi e terremoti – provocano ogni anno miliardi di euro di danni. Solo nel 2023, secondo i dati Ania, i sinistri legati a eventi atmosferici hanno superato 3 miliardi di euro.
A Milano, l’Aipai (associazione italiana periti assicurativi incendio e rischi diversi) ha organizzato un convegno nazionale per fare il punto su questa nuova fase. “È una sfida per tutto il sistema assicurativo e per noi periti, che siamo il braccio operativo delle compagnie”, spiega Giuseppe Degradi, presidente di Aipai. “Serve un grande lavoro di sensibilizzazione: l’assicurazione non deve essere percepita come una tassa, ma come un investimento per la sopravvivenza dell’impresa”. Fondata nel 1968, Aipai riunisce oggi circa 300 società e studi professionali, con oltre 2.000 esperti specializzati nella gestione di sinistri da calamità naturali. “Siamo pronti – aggiunge Degradi – ma serve un progetto comune che valorizzi le competenze e le risorse di tutto il Paese.”
Durante il convegno, confronto con i modelli europei: Francisco Espejo Gil, del Consorcio de Compensación de Seguros spagnolo, ha illustrato come il sistema pubblico-privato iberico abbia garantito risposte rapide dopo l’alluvione di Valencia. Presenti anche Allianz, Aon, Axa, Generali, Helvetia, Reale Mutua, Unipol e Wtw, insieme a rappresentanti di Ania, Aiba, Anra, Cineas, Confapi e Consap, per discutere come costruire un modello italiano efficiente. Il rischio climatico, avvertono gli esperti, è ormai strutturale: “Le calamità si ripeteranno, e sempre più spesso”, ha ricordato Degradi. “Dobbiamo rendere la professione del perito nuovamente attrattiva per i giovani, perché sarà centrale nella tutela delle imprese e dell’interesse pubblico”.
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