Calabria, lo spopolamento delle aree interne «non è inevitabile»
Lo spopolamento dei piccoli comuni è tra le principali emergenze sociali e territoriali della Calabria. Intere aree interne fanno i conti con la diminuzione della popolazione, l’invecchiamento demografico, la riduzione dei servizi e un progressivo isolamento. I dati ufficiali restituiscono un quadro di fragilità che incide su coesione sociale e prospettive di sviluppo. Negli ultimi anni, però, il dibattito istituzionale sembra essersi spostato dalla ricerca di soluzioni verso una “gestione del declino”. Documenti programmatici, come il Piano strategico nazionale delle aree interne, ipotizzano scenari di spopolamento irreversibile. Una lettura basata su numeri oggettivi, ma che rischia di trasformarsi in una scelta politica: quella di considerare alcuni territori non più meritevoli di investimenti.
In questo contesto si inserisce il contributo della rete “We’re South”, attiva dal 2023 e costituita in associazione nel 2024, che opera in sei comuni delle Preserre: Badolato, Santa Caterina dello Ionio, Guardavalle, Monasterace, Bivongi e Stilo. La rete, composta da giovani imprese, operatori culturali e turistici, educatori, attivisti e artisti, propone una lettura alternativa, fondata sull’osservazione dei processi sociali in atto nei territori.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale
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