Calabria

Calabria, Corte dei Conti: inaugurato l’anno giudiziario tra frodi sui fondi UE e l’ombra della “riforma Foti”

Si è aperta ufficialmente la stagione giudiziaria 2026 per la Corte dei conti della Calabria a Catanzaro, il Presidente della Sezione Giurisdizionale Domenico Guzzi ha dato il via alla cerimonia d’inaugurazione, tracciando un bilancio che mescola l’efficienza degli uffici locali con le preoccupazioni per le nuove maglie larghe della legislazione nazionale.

Alla relazione illustrativa del presidente sono seguiti gli interventi del procuratore regionale f.f., Giovanni Di Pietro, e del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro, Vincenza Matacera. La cerimonia ha visto anche gli indirizzi di saluto di Fabrizio Carrarini (presidente f.f. Sezione regionale di Controllo) e dei rappresentanti dell’Associazione Magistrati della Corte dei conti.

L’allarme: fondi pubblici usati come bancomat privati

Il quadro dipinto da Guzzi sulle responsabilità di amministratori e funzionari pubblici è netto: la Calabria resta una terra di frontiera per il danno all’erario.

Fondi UE nel mirino La frode in materia comunitaria è definita come una delle problematiche più diffuse nel Meridione e in Calabria in particolare.

Distorsione delle risorse Troppi i casi di fondi unionali di concessione regionale finiti nelle tasche di privati che, anziché perseguire scopi di interesse pubblico, li hanno utilizzati per finalità personali.

Risposta giudiziaria Nonostante il contesto difficile, Guzzi ha rivendicato l’”indubbia produttività” degli uffici calabresi nel rispondere alle esigenze di giustizia della collettività.

Il “rodaggio” della Legge Foti: scudi e sconti per chi sbaglia

Il vero convitato di pietra della cerimonia è stata la Legge n. 1 del 2026 (cosiddetta Legge Foti), pubblicata appena due mesi fa ed entrata in vigore il 22 gennaio. Una riforma che, secondo gli addetti ai lavori, promette di essere un rebus interpretativo e un ostacolo alla piena risarcibilità del danno erariale. Il Presidente Guzzi ha sollevato forti perplessità su due punti cardine della nuova norma:

Diritto Transitorio La legge si applica anche ai giudizi in corso, creando enormi difficoltà per gli interpreti del diritto.

Il doppio limite al risarcimento La riforma introduce un tetto massimo alla punibilità. Il danno risarcibile non potrà superare il 30% di quanto accertato in sede di accertamento. Inoltre, per chi ha un rapporto di servizio con la PA, l’addebito non potrà superare il doppio dell’annualità di stipendio.

“Queste sono le problematiche introdotte da questa nuova normativa”, ha concluso Guzzi, lasciando intendere che, se da un lato la magistratura contabile calabrese corre per recuperare il maltolto, dall’altro la legge sembra aver alzato un muro a protezione dei portafogli di chi amministra la cosa pubblica.

Di Pietro: “Truffe sui fondi pubblici e irregolarità nella sanità”

“Sicuramente una specificità si può evidenziare nell’indebita percezione dei contributi pubblici e, in particolare, quelli agricoli. Sono divenuti nell’economia calabrese un mezzo di sostentamento anomalo, a vantaggio di soggetti che non avrebbero titolo e che li utilizzano come forma di sostentamento”. Lo ha detto il procuratore facente funzioni della Corte dei Conti della Calabria, Giovanni Di Pietro, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti. “Si tratta a volte – ha aggiunto – anche di soggetti con rapporti, da noi accertati, con la criminalità organizzata”. Da quanto riferito dal procuratore uno dei settori maggiormente attenzionati dall’attività condotta dalla Corte dei conti è la sanità: “È sempre ricorrente l’evidenza di numerose irregolarità e illegittimità che riguardano vari settori. I danni conseguenti ai reati penali commessi da dipendenti pubblici nel settore, ad esempio, delle attività extra istituzionali svolte in assenza di autorizzazione che coinvolgono molto spesso anche medici e sanitari”. Il procuratore ha poi evidenziato come “la gran parte dei finanziamenti indebitamente percepiti hanno origine nei fondi europei. Resta questa sempre un’emergenza, anche perché poi oltre alla rilevanza del fenomeno criminoso e di danno erariale vi è anche l’aspetto che riguarda la sottrazione dei fondi a soggetti che potrebbero operare in maniera regolare. Si apporta un danno, quindi, all’economia sana della regione che non ha poi a disposizione queste risorse”.


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