cala la cassa integrazione, “ma restano criticità aperte”
Negli ultimi giorni la Fim Cisl Nazionale ha pubblicato un report sullo stato di salute del settore metalmeccanico italiano. Dall’analisi emerge che nel nostro Paese sono ancora 993 le aziende che ricorrono agli ammortizzatori sociali, per un totale di 115.397 lavoratori coinvolti, in aumento rispetto ai 103.451 del 2024. Il quadro è coerente con i dati Istat, che registrano nel secondo semestre 2025 un incremento delle ore di cassa integrazione nel comparto metalmeccanico e siderurgico rispettivamente del +17% e +20%, per complessive 261,70 milioni di ore autorizzate.
Il quadro regionale
Anche a livello regionale la Fim Cisl del Friuli Venezia Giulia ha elaborato un’analisi sull’andamento del settore. Dalla nostra indagine, attualmente in regione sono 55 le aziende con ammortizzatori sociali attivi, per un totale di 6.121 dipendenti di cui 4.337 coinvolti dalla Cassa Integrazione, concentrate soprattutto nelle province di Pordenone (27) e Udine (20). Nel corso del 2025, a supporto delle aziende metalmeccaniche del Friuli Venezia Giulia, sono state autorizzate 7.789.938 ore di cassa integrazione, con una riduzione del 12,35% rispetto al 2024 (8.887.414 ore). Un dato in controtendenza rispetto all’andamento nazionale, che evidenzia invece una crescita su base annua delle ore autorizzate. Un segnale positivo, dunque, per il Friuli Venezia Giulia, che tuttavia non elimina le incertezze legate alle dinamiche internazionali, all’elevato costo dell’energia e alla mancanza di politiche industriali chiare e strutturate.
Le situazioni aziendali più delicate
Permangono realtà che richiedono particolare attenzione, che complessivamente – tra posti diretti e indotto – mettono assieme oltre 2500 posti di lavoro, per la complessità della fase che stanno attraversando:
• Zml (gruppo Cividale) – L’azienda di Maniago, con circa 400 dipendenti, prosegue con una contrazione dei volumi legata alla crisi del settore automotive e agli elevati costi energetici. È prevista la proroga dell’ammortizzatore sociale per quattro mesi a partire da aprile.
• Savio – Con poco meno di 300 dipendenti, l’azienda pordenonese risente della riduzione delle quote di mercato delle roccatrici. L’andamento del 2026 si preannuncia in linea con gli ultimi due anni, con un utilizzo significativo dell’ammortizzatore sociale, tramite l’utilizzo del Contratto di Solidarietà, almeno fino alla fermata estiva. A oggi si prevede una possibile leggera ripresa in autunno. La situazione della Savio ha una ricaduta negativa anche per le aziende dell’indotto che complessivamente contano circa 500 persone.
• Marelli Automotive Lighting – Lo stabilimento di Tolmezzo, che occupa 760 lavoratori a cui si aggiungono circa 30 contratti di somministrazione, continua a scontare una instabilità dei carichi di lavoro dovuta alle difficoltà del settore automobilistico. A ciò si aggiunge l’incertezza legata alla procedura di ristrutturazione del debito avviata negli Stati Uniti (Chapter 11), la cui definizione è attesa per il mese di giugno.
• Radiators– L’azienda di Moimacco, con 211 dipendenti, ha attivato un contratto di solidarietà di quattro mesi che coinvolge 201 lavoratori, a seguito del calo dei volumi determinato dalla cessazione del rapporto con il cliente storico Buderus, che rappresentava circa il 40% del fatturato.
• Innoway – La società nata a Trieste nel luglio 2024, dopo la decisione di Wartsila di trasferire la produzione in Finlandia, fatica ancora ad avviare pienamente le attività produttive. Dei 250 lavoratori coinvolti, solo 70 sono rientrati al lavoro e, nelle ultime settimane, si è reso necessario un nuovo ricorso alla Cassa Integrazione per problematiche di fornitura. È previsto un incontro di monitoraggio al Mmimit tra fine marzo e inizio aprile.
• Startech – La newco triestina subentrata ad Adriatronics la scorsa estate vede ancora la maggior parte dei 500 dipendenti sospesi tramite contratto di solidarietà. Il progetto di rilancio del sito auspichiamo si realizzi in tempi rapidi per dare risposte concrete ai lavoratori.
Il commento del segretario regionale
“Pur valutando positivamente la riduzione delle ore di ammortizzatori sociali in Regione, non possiamo fare a meno di evidenziare ancora numerose situazioni critiche in diverse aziende della nostra regione, legate in particolare alle catene di fornitura del settore dell’automotive, che resta in una situazione di pesante crisi. Vertenze che, se non risolte, potrebbero avere pesanti ricadute economiche e sociali sul territorio” sostiene Pasquale Stasio della Fim Cisl. “Il metalmeccanico è il settore che ha sempre caratterizzato e contribuito in maniera importante all’economia del Friuli Venezia Giulia e dal quale non si può prescindere. Il settore va sostenuto e supportato con tutti gli strumenti possibili e con una politica industriale adeguata, a livello regionale, nazionale ed europeo”.

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