Caduto mentre riparava un’antenna a Crotone: Fabiano Magno condannato per la morte di Giuseppe Macrì
È stato condannato a 1 anno e 4 mesi di carcere (con pena sospesa) Fabiano Magno, 63enne di Rocca di Neto accusato di omicidio colposo per la morte di Giuseppe Macrì. Il tecnico antennista di 50 anni deceduto il 3 settembre 2019 all’ospedale “Pugliese” di Catanzaro dopo essere precipitato dal tetto alto 3 metri di una palazzina a Strongoli Marina, di proprietà di Magno, dove il 19 agosto di sei anni fa stava riparando un’antenna tv. Così ha deciso il giudice del Tribunale di Crotone, Giuseppe Collazzo. Che, contestualmente, ha disposto per Magno l’obbligo di risarcire le parti civili, i familiari della vittima, dei danni patrimoniali e non patrimoniali patiti che dovranno essere stabiliti in sede civile. Invece, è scattato il proscioglimento per l’altra imputata in quanto è deceduta nel corso del giudizio.
Come ha ricostruito la Procura di Crotone, Magno avrebbero violato le norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, poiché si sarebbe avvalso «di una ditta non iscritta alla Camera di commercio e dunque non in possesso dei requisiti tecnico-professionali».
Inoltre, per gli inquirenti, l’uomo non avrebbe impedito a Macrì «l’utilizzo di una scala non a norma» poiché era lunga 3,32 metri («solo 12 centimetri in più rispetto all’altezza del solaio»), oltre ad essere «priva» di dispositivi e di appoggi «antisdrucciolevoli». Le parti civili sono state assistite dagli avvocati Pietro Pitari, Giancarlo Pitari e Giacomo Iemma.
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