Liguria

Cabinovia in Valbisagno, Salis: “Non parlo finché non esce lo studio”. La giunta Bucci l’aveva scartata

Genova. “Finché non uscirà lo studio io non parlerò, intanto per rispetto del lavoro dei professionisti, e poi perché non mi piace questo giochino a capire prima quale sia la soluzione”. La sindaca Silvia Salis risponde così a chi le chiede, a margine di un evento a Palazzo Ducale, se conferma o smentisce l’indiscrezione di Genova24 sulla cabinovia in Valbisagno proposta dal Politecnico di Milano, pagato oltre 100mila euro dall’amministrazione per redigere uno studio sulla mobilità in vallata dopo il superamento dello Skymetro.

Notizia che ha scatenato inevitabili reazioni da parte del centrodestra, che ha ventilato pure l’ipotesi di danni erariali per aver rinunciato ai 398 milioni dello Skymetro prima di incaricare il team coordinato dal professor Pierluigi Coppola. Ma anche da parte del comitato No Skymetro, che ha bocciato senza appello l’alternativa light alla metropolitana sopraelevata ritenendo che abbia “gli stessi problemi”, a partire dall’accessibilità rispetto alle case.

Salis: “Sto mantenendo tutte le promesse, mi spiace per chi è deluso”

“Fin da subito ho detto che ho chiesto uno studio al Politecnico, il professor Coppola lo sta guidando – ha risposto la sindaca in serata -. Ho avuto modo di incontrarlo nei giorni scorsi e mi ha detto: ho apprezzato molto che lei non mi abbia mai chiamato. Ho detto in campagna elettorale che avrei chiesto uno studio per un metodo alternativo. Lo studio è fatto di due parti: la consistenza del progetto Skymetro, la consistenza degli altri progetti (perché sì, perché no) e la soluzione più efficace“. E non va oltre: “Finché non avranno finito il progetto non lo mostrerò a nessuno“.

Quindi non manca di replicare all’opposizione: “Mi spiace per chi pensava che questo giorno non arrivasse, io sto mantenendo tutte le promesse che ho fatto. Ci hanno messo sei anni per presentare la soluzione Skymetro, poi quattro progetti e infine 50 pagine di prescrizioni, un progetto che devastava la Valbisagno. Noi presenteremo lo studio, dopodiché, in base ai risultati, faremo un percorso partecipato col territorio per presentarlo. Non ci sono fughe in avanti. Invito tutti a moderare i toni. Mi spiace per chi è deluso, ma questo sarà il modo in cui affronterò tutto”.

Cabinovia soluzione principale al vaglio del Politecnico di Milano

Nonostante la mancata conferma (o smentita) di Salis, da quanto risulta a Genova24 la cabinovia è davvero la soluzione principale su cui stanno lavorando gli esperti del Politecnico. Il professor Coppola ha chiesto qualche settimana in più per affinare l’analisi in base ai nuovi dati richiesti al Comune, ma è probabile che nei prossimi giorni possa esserci un’accelerazione, dato che ormai la novità – che il Comune avrebbe voluto presentare a fine marzo dando inizio a un percorso partecipato – è di dominio pubblico.

Il documento, in sostanza, esporrà le motivazioni trasportistiche che giustificano la preferenza per la cabinovia come sistema di trasporto rapido di massa in Valbisagno. Da quanto si apprende, sarebbe stato preso in considerazione anche il tram, ma con esito negativo. Oltre allo studio dei flussi sarà fornita una stima del quadro economico, con costi che dovrebbero risultare di gran lunga inferiori a quelli preventivati per lo Skymetro. È bene ricordare che i 398 milioni del ministero dei Trasporti, rispediti al mittente dalla giunta Salis, sarebbero bastati per arrivare solo fino a Ponte Carrega, mentre la proposta del Politecnico conterrebbe lo sviluppo dell’impianto fino a Prato.

Poi, se la giunta Salis deciderà di puntare o meno sulla cabinovia in Valbisagno dipenderà anche dalla risposta del territorio. “Io mi faccio guidare da quello che penso sia utile per la città, poi c’è sempre chi non vorrebbe fare niente e chi vorrebbe fare tutto. Un’amministrazione deve mettersi nella posizione di fare quello che serve“, premette la sindaca.

Superato anche questo scoglio, l’incognita principale è legata ai finanziamenti, che andrebbero chiesti e ottenuti da zero per una tecnologia completamente nuova nel panorama genovese. Quando la giunta Bucci chiese al Mit le risorse per quello che all’epoca si chiamava Skytram, la mancata integrazione coi vettori esistenti era stata tra i motivi principali del diniego. Per questo il progetto fu modificato in un’estensione della metropolitana, con tutti i problemi conseguenti.

Bucci: “Avevamo escluso la cabinovia per due motivi”

Peraltro l’ipotesi cabinovia per la Valbisagno era stata valutata anche dalla passata giunta Bucci. A rivelarlo è lo stesso governatore ligure interpellato a margine di una conferenza stampa: “L’avevamo esclusa per due motivi: non ha la capacità di cui abbiamo bisogno e soprattutto il tempo di percorrenza non consente di arrivare in 10 minuti da Molassana a Brignole. Però magari adesso la tecnologia è diversa, non lo escludo”.

Il modello di riferimento, come detto, è il Câble C1 in servizio nell’area di Parigi, attualmente il più lungo sistema di funivie in Europa. Il tracciato è lungo circa 4,5 chilometri con un tempo di percorrenza di 18 minuti ed è in grado di trasportare 11mila persone al giorno con una cabina ogni 30 secondi circa. Numeri che, proiettati sulla tratta Brignole-Molassana (lo Skymetro avrebbe avuto un’estensione di 6,9 chilometri), renderebbero l’impianto a fune sensibilmente più lento e meno performante di una metropolitana. Ma per avere i dati precisi bisognerà aspettare la versione definitiva dello studio, ancora in fase di elaborazione.

Sui trasporti a fune noi abbiamo lavorato parecchio, quindi se qualcuno decide di farlo io sono assolutamente contento – chiosa Bucci riferendosi implicitamente alla funivia del Lagaccio -. Per quanto riguarda la Valbisagno, se fossi un cittadino di Molassana vorrei arrivare a Brignole più in fretta possibile, diciamo in 10 minuti. Questo è il problema principale, perché altrimenti, se ci mette lo stesso tempo dell’autobus non serve. Dopodiché c’è un altro discorso: fare in modo che non ci siano interruzioni di carico, e questo è un problema non da ridere, perché fare 7 chilometri mantenendo lo stesso carrier è molto complesso”.

Detto ciò, da Bucci non arriva nessuna chiusura preventiva: “Noi avevamo trovato una soluzione che secondo me è ancora molto attuabile, è collaudata e va bene. Se se ne trova un’altra che raggiunge gli stessi obiettivi, io sono assolutamente favorevole“.

La proposta del 2015 e le stazioni costruite sui ponti

Generico febbraio 2026

Un’elaborazione grafica dalla proposta del 2015

L’idea di una cabinovia per la Valbisagno non è certo nuova. Nel 2015 un gruppo di progettisti genovesi (tra cui l’attuale dirigente di Tursi Valentino Zanin) aveva presentato una proposta per collegare Brignole a Molassana in 25 minuti con cabine da 25 persone ogni 25 secondi. Il tracciato era suddiviso in due tronchi, con necessità di salire e scendere a Staglieno, e contemplava in tutto 14 stazioni costruite sfruttando ponti e passerelle pedonali.




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