Buon risultato. Lasciamo una città più internazionale

Più di 88 milioni di investimenti complessivi attivati in opere pubbliche; raggiunta quota 540 telecamere di nuova tecnologia per la videosorveglianza del territorio; approvazione del progetto stadio e di quello del terzo luogo all’interno dell’area ex scalo merci; più di 76 milioni di investimenti lordi il polo tecnologico impiantistico a recupero totale di San Zeno; più di 40 varianti urbanistiche approvate a supporto di opere pubbliche e servizi; liste di attesa per i bambini da 0 a 3 anni ridotte a meno del 10%; apertura del nido Masaccio; più di 3mila strutture ricettive monitorate a livello provinciale; più di 4 milioni di investimenti per la riqualificazione degli impianti sportivi; più di 58 milioni di risorse attivate per ambiente, sicurezza del territorio e infrastrutture strategiche.
Questi sono solo alcuni dei numeri e delle attività svolte l’ultimo quinquennio che questa mattina, nella Sala Rosa del Palazzo comunale, l’amministrazione comunale ha presentato nel consueto bilancio di fine mandato. All’incontro hanno partecipato il sindaco Alessandro Ghinelli, il vicesindaco Lucia Tanti e tutti gli assessori della Giunta in carica da ottobre 2020: Simone Chierici, Alessandro Casi, Monica Manneschi, Giovanna Carlettini, Francesca Lucherini, Federico Scapecchi, Marco Sacchetti e Alberto Merelli. Presenti anche il presidente del consiglio comunale Luca Stella e il segretario generale Alfonso Pisacane.
“Le due giunte che ho avuto l’onore di presiedere – ha dichiarato Ghinelli – hanno lavorato proficuamente per 11 anni. I risultati si vedono, sono palpabili, al netto delle buche che qualcuno sicuramente vorrà ricordarmi. Non possiamo dimenticare gli 88 milioni di euro spesi in opere pubbliche nei due quinquenni.
Il vero cambiamento di Arezzo – ha evidenziato il sindaco – non lo si vede nelle opere pubbliche e nelle cose materiali ma nell’atteggiamento. Oggi è una città molto più europea, molto più riconosciuta fuori dalle sue mura e molto più apprezzata da un punto di vista culturale e turistico di quanto non lo fosse nel 2015. Anche a livello energetico e ambientale, i passi sono stati da gigante. Un gioiello come Aisa Impianti ci viene invidiata da mezza Italia”.
Il primo cittadino ha riflettuto anche sul tema della sicurezza: “La nostra è una città delicata perché circola una massa di denaro imponente dovuta al tipo di lavoro che fa il 90% delle nostre aziende. È dunque sotto l’occhio del ciclone per quanto riguarda le rapine e i furti. Se si guardano i numeri, Arezzo non è una città insicura se paragonata a quelle della stessa caratura che contengono le università come Siena o Perugia, ma la percezione della sicurezza non è quella che i cittadini vorrebbero, quindi occorre dedicarci forse programmi diversi. Dal 20 aprile la polizia municipale avrà un nuovo comandante che probabilmente potrà dare un contributo ancora più specifico per il tema della sicurezza diffusa. C’è un buon rapporto tra le forze dell’ordine e con il nuovo comandante spero sarà ancora più stretto.
“Non ci è venuto tutto bene ma il mio giudizio – ha aggiunto – è assolutamente positivo di quanto fatto. Non è facile trovare una maggioranza che va avanti per 11 anni senza problemi. Se qualcosa ha funzionato meno bene, riguarda il sistema di atterraggio delle risorse che il Comune è riuscito a ottenere a livello europeo e regionale sulle opere pubbliche e la manutenzione, ma non è un demerito degli assessori che se ne sono occupati”.
E sul futuro delle fondazioni, Ghinelli si è espresso così: “Qualunque sia il colore politico della prossima amministrazione, secondo me sarebbe poco efficace se le azzerassero. Hanno dato dei risultati ottimi im ambito culturale, turistico e del sostegno sociale. Sono organismi nati da poco, da oliare ancora di più”.
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