Bull Brigade – Perché Non Si Sa Mai
Torino non è soltanto il fiume Po, i Murazzi, la Mole Antonelliana ed i tramezzini del Caffè Mulassano. C’è molto e molto e molto di più sottotraccia e nelle vene cittadine. Ed i Bull Brigade lo sanno molto bene.

Una data live sold-out di sabato 18 Aprile 2026 al Largo Venue di Roma non la fai mica per caso. Assolutamente no! A meno che tu non sia qualcuno come per esempio una band leggendaria quale i Pink Floyd, riuscire ad esibirsi in quello spazio celebre romano facendo il tutto esaurito in fatto di astanti paganti risulta essere una questione piuttosto ostica al giorno d’oggi. Se però ti chiami Bull Brigade, se sei una formazione musicale tra le più veraci e schiette e sanguigne ed autentiche della nostra amata Penisola italica e come se non bastasse quello che decidi di dare alle stampe e di pubblicare in contemporanea su tutte le principali piattaforme musicali in un normalissimo giorno di febbraio 2026 è il tuo quarto lavoro di inediti e praticamente rasenta la perfezione allora sì che il pienone al Largo Venue arriva e ti travolge!
Come del resto ha travolto noi di Indieforbunnies questa nuova loro fatica discografica. Questo Perché Non Si Sa Mai risulta prendersi a pieno diritto lo scettro di Disco della Maturità per i nostri amati ragazzetti torinesi e dal cuore splendidamente granata.
Il manifesto identificativo declamato dal frontman Eugenio Borra in principio della loro “Primo Sguardo” è un ritratto assolutamente sano e vero di tutto ciò che la musica dei Bull Brigade racchiude in sé: lotta, sudore, speranza, protesta, vita vissuta talvolta amata ma tante altre volte sofferta. E poi via con la splendida perla musicale che si delinea in tutta la sua straordinaria bellezza, quasi a voler cercare di comunicare fin da subito all’ascoltatore un bisogno di empatia reciproca sul quale darsi la mano e provare a camminare assieme mano nella mano accomunati da bisogni e pensieri e visioni comuni. L’attacco di “Primo Sguardo” azzarderei quasi a dire che mi ha suscitato la stessa foga ed enfasi pari a quando ho ascoltato per la prima volta “Washin’ Machine” degli Shandon.
Avanzando poi progressivamente con l’ascolto attento ed incuriosito del disco si può dire con certezza che di sicuro i Bull Brigade col trascorrere del tempo non si sono mai snaturati e non hanno perso la trebisonda destinata a direzionarli con decisione e fermezza nel sempre più caotico e divagante panorama musicale italiano, e loro stessi anche grazie ad esempio a brani come “My Friend”, “Sopra I Muri” e l’altrettanto stupenda ed energica “Prendere Fuoco” che vede la collaborazione dei FASK sono riusciti sempre più a divenire alfieri incazzati ed impegnati anche politicamente di un movimento punk-rock italiano che ultimamente aveva un pò smarrito la retta via.
Come non citare poi anche la graffiante “Il Quindicesimo Inverno” ? Ed anche qui i cittini torinesi si avvalgono di un contributo esterno (stavolta imperversa un formidabile Willie Peyote, emblema quest’ultimo di una Torino più vicina alla realtà popolare e di strada come quella di Porta Palazzo e quindi di protesta come quella dei Bull Brigade).
Estremamente intensa anche l’emozionante “Lividi”, preambolo sofferto alla conclusiva “Farewell” che ci trasporta sognanti e stralunati verso la conclusione di questa spettacolare narrazione nazional-toro-popolare.
Che siate i benvenuti sempre nella nostra Redazione, carissimi amati Bull Brigade!!!
Disco formidabile! Chapeau !!!!!!
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