Bucci presenta la nuova giunta con Morich e Piana, ma è terremoto nelle liste civiche

Genova. La giunta Bucci “allargata” è ormai cosa fatta. Domani (venerdì 16 gennaio) il presidente della Regione, tenendo fede a quanto annunciato pochi giorni fa, presenterà in conferenza stampa la sua squadra di governo con due assessori in più e una parziale ridistribuzione delle deleghe. I profili scelti sono quelli noti ormai da settimane: la storica direttrice del Bilancio Claudia Morich e il consigliere della Lega Alessio Piana. Ma il passaggio politico rimane fonte di tensioni all’interno della maggioranza di centrodestra, tensioni destinate a deflagrare nell’aula del Consiglio regionale.
Formalmente il ritardo nelle nomine, che Bucci avrebbe voluto completare entro Natale, è stato attribuito a un inghippo amministrativo: dopo la pubblicazione della riforma dello Statuto (che recepisce la nuova legge nazionale) bisognava attendere almeno 20 giorni. In realtà i primi giorni del 2026 sono serviti per tentare di ricomporre la frattura tra il governatore e le sue liste civiche, rimaste escluse dall’allargamento della squadra di governo. Tentativo che tuttavia, nonostante il presidente rimarcasse il “molto accordo”, non sembra essere andato a buon fine, salvo ulteriori colpi di scena.
Ad Alessandro Bozzano di Vince Liguria era stata proposta una delega (da consigliere) alle Politiche culturali, mantenendo però il raccordo con un assessorato. Alla fine l’ex fedelissimo di Toti ha preferito rifiutare. Dall’altra parte Giovanni Boitano, capogruppo di Orgoglio Liguria, ha puntato i piedi per la scelta di Alessio Piana. Non per una particolare antipatia verso il leghista genovese, ma perché le sue dimissioni dall’assemblea – obbligatorie su disposizione di Bucci, come fu anche negli anni passati – farebbero scattare il seggio per Sandro Garibaldi, diretto concorrente elettorale nel Levante.
Il risultato? Bozzano e Boitano, probabilmente all’inizio della prossima settimana, annunceranno l’uscita rispettivamente da Vince Liguria-Noi Moderati e Orgoglio Genova e l’ingresso nel gruppo misto. Per gli equilibri consiliari non dovrebbe essere una rivoluzione, anche perché Bozzano resta coordinatore savonese di Noi Moderati: sarebbe un controsenso se votasse insieme all’opposizione. Più incerto il futuro di Boitano, che nella sua carriera politica è stato prima assessore di Claudio Burlando e poi consigliere nella lista civica di Raffaella Paita, prima di passare al centrodestra. Di certo il margine numerico “tecnico” della maggioranza (oggi 17 voti a 13) si assottiglierà.
La nuova assessora Claudia Morich, tecnicamente indipendente ma sponsorizzata da Claudio Scajola (creando così più di un problema in Forza Italia) continuerà a occuparsi di Bilancio, materia che conosce benissimo da almeno 15 anni, togliendo a Bucci una delle maggiori incombenze tecniche. Nessuna novità nemmeno per Alessio Piana, che continuerà a seguire lo Sviluppo economico e le materie collegate come ha fatto finora da consigliere delegato e come aveva fatto già nella seconda giunta Toti.
Sempre a proposito di deleghe, verrà sicuramente riassegnata quella all’Ambiente dopo la decisione di attribuire a Giacomo Giampedrone la gestione della fase B della nuova diga foranea di Genova, ratificata con un’apposita delibera. Secondo indiscrezioni, la materia verrà suddivisa tra il leghista Paolo Ripamonti (che è già titolare dell’Energia) e il consigliere Matteo Campora: per lui si prospetta un ritorno al tema dei Rifiuti, suo pane quotidiano quanto lavorava a Genova nella giunta Bucci, oggi più che mai spinoso con la partita del termovalorizzatore completamente aperta.




