Trentino Alto Adige/Suedtirol

Brunico, via i simboli fascisti da ponte Kehrer, ma la lista del vicesindaco si astiene – Pusteria Gardena Badia



BRUNICO. Via i simboli fascisti da ponte Kehrer ma la lista del vicesindaco Antonio Bovenzi e del consigliere Fabian Fistill si è astenuta per un motivo ben preciso: «Da Stf – che ha presentato la mozione – non prendiamo lezioni di antifascismo». Ha votato a favore, invece, il terzo consigliere comunale italiano Marco Pellizzari.

Il messaggio: «Chi fa il paladino della convivenza oggi nella vita di tutti i giorni, invece, alimenta la contrapposizione etnica»

Ma veniamo alla presa di posizione, articolata, della lista “il Polo – Civica per Brunico”: «La nostra lista si è astenuta sulla mozione della Süd-Tiroler Freiheit per la rimozione dei simboli fascisti sul ponte di Stegona. Cogliamo l’occasione per spiegarne le ragioni. Sul merito siamo chiari: condividiamo il risultato finale e riteniamo che questi simboli vadano conservati e musealizzati come testimonianza storica, non cancellati. Non è dunque sul contenuto che ci siamo dissociati. Il problema è un altro. In sede di consiglio abbiamo già messo in luce la sostanziale contraddizione di chi invoca la rimozione della simbologia di regime in nome della collaborazione tra gruppi linguistici, e allo stesso tempo opera quotidianamente in direzione opposta, alimentando contrapposizioni etniche e un clima di divisione che non giova a questo territorio. Riteniamo che la coerenza tra le posizioni dichiarate e il comportamento politico concreto sia una condizione minima di credibilità. Chi si propone come paladino della convivenza dovrebbe praticarne i principi ogni giorno, non solo quando conviene. Per queste ragioni, da questi ambienti non siamo disposti ad accettare lezioni di antifascismo».

I fasci littori finiranno in un museo, la consulenza di due esperti

Il ponte a Stegona è attualmente in fase di ricostruzione. I basamenti in cemento del ponte, sui quali sono fissati i fasci littori, sono stati temporaneamente depositati altrove. Il loro reinserimento o il loro trasferimento in un museo ha suscitato un dibattito, molto acceso, soprattutto a livello mediatico. Interessate, anche se da punti di vista spesso diversi, tanto la comunità italiana quanto quella tedesca. I membri del consiglio comunale si sono consultati sul tema con due esperti, lo storico Stefan Lechner e l’archivista comunale Andreas Oberhofer. I simboli non saranno più apposti sul nuovo ponte, ma troveranno posto in un museo. Sul ponte sarà invece apposta una scritta all’insegna della pace che, secondo il testo della mozione, dovrà esprimere i valori comuni della convivenza, della libertà e del rispetto tra i gruppi linguistici in Alto Adige.

Via libera a maggioranza al bacino di accumulo a Plan de Corones

Sono state oggetto di discussioni altrettanto vivaci, in particolare per quanto riguarda gli aspetti ambientali, le due proposte di delibera relative alla modifica del piano urbanistico e del piano delle zone di pericolo, finalizzate all’inserimento di una zona per un bacino di accumulo a Plan de Corones di circa 120 mila metri cubi. La legge in materia prevede un “tot” di acqua in base alle piste di un dato Comprensorio e Plan de Corones è al di sotto di tale soglia. Sono state vagliate diverse opzioni e alla fine è stato scelto il sito meno impattante. «Tra l’altro questo bacino di accumulo – ha precisato la giunta – aiuterà anche Riscone in caso di forti piogge». La modifica del piano urbanistico è stata approvata con 14 voti a favore, 9 contrari e un’astensione, mentre quella del piano delle zone di pericolo con 15 voti a favore, 1 voto contrario e 8 astensioni.

Alloggi sociali: si potrà derogare sulle superfici minime

È stata approvata all’unanimità dei voti la modifica al regolamento edilizio comunale che riguarda la possibilità di derogare alla superficie netta minima delle abitazioni da costruire. «Gli alloggi più piccoli saranno però ammessi esclusivamente per forme abitative con specifici bisogni sociali, tra cui persone anziane, studenti e persone con disabilità. L’uso sociale previsto dovrà essere garantito per un periodo minimo di 30 anni». È il caso, ad esempio, della palazzina voluta dai fratelli Mutschlechner che consentirà di ricavare nel breve-medio periodo una quarantina di alloggi destinati in particolare agli anziani e alle persone fragili della città.@RIPRODUZIONE RISERVATA




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