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Roma, 21 mag. (Adnkronos) – – Grande partecipazione, emozione e coinvolgimento per la seconda edizione della Maratona Bullismo 2026, la grande iniziativa nazionale promossa dall’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile in collaborazione con Adnkronos, che per due giorni ha trasformato Piazza Mastai nella “Piazza del Rispetto”, uno spazio aperto di incontro, confronto e partecipazione dedicato a giovani, famiglie, scuole e istituzioni. L’apertura è stata segnata da uno speciale annullo filatelico, simbolo dell’impegno collettivo contro violenza e discriminazione, alla presenza del presidente e portavoce dell’Osservatorio Luca Massaccesi, dell’atleta, artista e ambassador e dell’iniziativa Annalisa Minetti e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, che ha sottolineato: “Per contrastare il bullismo non bisogna tipizzare nuove fattispecie di reato, ma intercettare forme efficaci di prevenzione, uscendo dalla logica di pensare di risolvere tutto con sanzioni”.
Nel suo intervento Alberto Barachini, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria ha sottolineato che “bisogna combattere la violenza del linguaggio. Secondo l’Istat, l’80% dei ragazzi, dagli 11 anni in su, usa quotidianamente i social. Una bolla che diventa anche la loro educazione. Il mondo digitale può essere violento e ferire. Come istituzioni dobbiamo essere accanto alle famiglie e ai loro figli per aiutarli a conoscere gli strumenti digitali e crescere in serenità”. Nel corso della Maratona è stato firmato un Protocollo d’Intesa biennale tra Unicef Italia e Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, finalizzato alla promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, con particolare attenzione alla prevenzione e al contrasto di bullismo e cyberbullismo.
La due giorni è stata anche l’occasione per annunciare la nascita di Leo il chatbot ufficiale dell’Osservatorio Nazionale Sul Bullismo e Sul Disagio Giovanile. Leo offre supporto anonimo, immediato e disponibile 24 ore su 24, fornendo indicazioni concrete basate su linee guida ministeriali e documenti ufficiali. Il servizio aiuta studenti, genitori e insegnanti a capire come agire, a chi rivolgersi e quali strumenti utilizzare per affrontare situazioni di disagio e cyberbullismo. Nel corso della manifestazione è stato inoltre presentato il nuovo Rapporto nazionale sul disagio giovanile, che evidenzia una crescita delle fragilità emotive tra gli adolescenti e l’urgenza di potenziare i percorsi di ascolto e supporto psicologico. In questo quadro, lo sport si conferma un elemento chiave nei percorsi di crescita delle nuove generazioni, capace di promuovere equilibrio emotivo e trasmettere valori come impegno, rispetto e resilienza.
Un primo passo semplice ma fondamentale per rompere il silenzio e aiutare chi non sa ancora a chi chiedere aiuto. Proprio questi temi hanno trovato concreta espressione nel corso della manifestazione, che ha visto per due giorni centinaia di studenti partecipare ad attività sportive, incontri educativi, laboratori ed esperienze immersive. Oltre 100 relatori, tra rappresentanti istituzionali, esperti, psicologi, docenti e campioni olimpici e paralimpici, hanno animato panel e appuntamenti negli spazi della piazza e del Palazzo dell’Informazione, trasformando il centro di Roma in un grande laboratorio di partecipazione e sensibilizzazione. Tra i protagonisti anche numerosi campioni sportivi che hanno portato testimonianze dirette, diventando esempi concreti di determinazione e crescita personale, tra cui Annalisa Minetti, Alessia Pieretti, Giusy Versace, Stefano Pantano, Elisa Blanchi, Antonio Fantin, Luigi Busà, Giulia Quintavalle, Valerio Aspromonte e Antonio Vicino e Simone Venier.
Significativi gli interventi diretti dei giovani, che hanno portato il loro vissuto di fragilità e consapevolezza. Parole che hanno spostato l’attenzione dal solo fenomeno del bullismo a un disagio più ampio e profondo, fatto di pressione sociale, solitudine emotiva, ansia per il futuro e stanchezza psicologica. “Troppo spesso si parla dei giovani senza chiedere davvero come stiamo. Tanti ragazzi oggi sono stanchi di dover sembrare sempre forti”, ha dichiarato una giovane partecipante. Un messaggio chiaro rivolto agli adulti e alle istituzioni: il disagio giovanile non si combatte con slogan o iniziative isolate, ma con presenza reale, ascolto continuo e relazioni autentiche.
Il successo dell’iniziativa è stato reso possibile grazie al contributo e alla partecipazione di numerosi partner e istituzioni tra cui Regione Lazio, Roma Capitale, Città Metropolitana di Roma Capitale, Inps, Unicef Italia, Coni, Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, Fnsi, Anfp, Anp, Fise, Iss, Agenzia Spaziale Italiana, Esercito Italiano, Arma dei Carabinieri, Università di Cagliari, Dedem e Mitech Agency Srl.
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