Basilicata

Brindisi, presunta estorsione aggravata dal metodo mafioso: 3 arresti

Arrestato l’ex presidente del consiglio comunale di Brindisi, Pietro Guadalupi, con altre due persone per estorsione aggravata dal metodo mafioso.


BRINDISI – Un terremoto politico-giudiziario scuote la città di Brindisi. Questa mattina, 17 marzo 2026 nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, tre persone sono state arrestate con accuse che legano la presunta attività criminale a metodi di stampo mafioso. Tra i destinatari del provvedimento restrittivo spicca il nome di Pietro Guadalupi, 36 anni, noto esponente politico locale e già presidente del Consiglio Comunale brindisino. Pietro Guadalupi è accusato, in concorso con gli altri arrestati, di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Insieme a lui, le manette sono scattate per Adriano Vitale e Mauro Iaia. Le ordinanze di custodia cautelare, disposte dal giudice per le indagini preliminari Maria Francesca Mariano su richiesta del pubblico ministero della Dda Carmen Ruggiero, sono state eseguite nelle scorse ore dagli agenti della Squadra Mobile di Brindisi.

INDAGINI SULLA PRESUNTA ESTORSIONE E GLI SVILUPPI NELLA CITTÀ DI BRINDISI

L’inchiesta, condotta dai magistrati antimafia di Lecce, farebbe luce su presunte attività estorsive in cui sarebbe stato utilizzato il metodo mafioso per intimidire le vittime e imporre le proprie richieste. L’accusa si fonda su indagini approfondite che avrebbero delineato il coinvolgimento attivo dei tre arrestati nelle dinamiche criminali contestate. Oltre ai tre arrestati, l’ordinanza del Gip riguarda anche una quarta persona, destinataria della medesima misura cautelare, che tuttavia risulta al momento irreperibile. Le forze dell’ordine sono impegnate nelle ricerche per rintracciarla ed eseguire il provvedimento. L’arresto di un ex presidente del Consiglio Comunale ha destato profondo scalpore e reazioni in città.


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