Brignone: “Non deve essere una tortura sciare. Se non miglioro l’anno prossimo non mi vedrete”

“Abbiamo deciso di venire qui ad Andorra, che è uno dei miei posti preferiti, dopo che lunedì scorso mi hanno svuotato il ginocchio e riempito con acido ialuronico. Sinceramente, speravo di stare meglio e sto facendo ancora fatica: ho parecchio dolore, fatico ad appoggiarmi sullo sci e quindi non mi avete visto in prova oggi, come ho sempre detto valuterò giorno per giorno la situazione”. Così la due volte campionessa olimpica Federica Brignone, da Andorra, dove oggi ha rinunciato alla seconda prova di discesa per non sovraccaricare il ginocchio sinistro che le procura ancora molti problemi: “Non deve essere una tortura, altrimenti non ho intenzione di buttarmi giù a 130 km/h. Sono consapevole che si tratta di un danno permanente e che dovrò conviverci: il nostro corpo si abitua a tutto e con il passare degli anni migliorerà, ma la lesione resta per la vita. Se non migliorerà difficilmente mi vedrete l’anno prossimo”, ha aggiunto.
“Se non miglioro sarà difficile vedermi il prossimo anno”
“Se tutto va bene quanto voglio andare avanti? Tutto dipenderà dal mio stato di salute. Se deve diventare una tortura farò fatica, se non migliora sarà difficile vedermi il prossimo anno. Non ho preso una decisione. Non ho ancora il sentimento che voglio smettere ma ho anche le scatole piene di stare male ogni giorno e con il dolore. A volte mi arrivano fitte allucinanti e così non è bello”, ha sottolineato l’azzurra.
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