Cultura

Brigitte Calls Me Baby – Irreversible

Secondo album per i Brigitte Calls Me Baby dopo l’ottimo esordio di due anni fa nel quale avevano raccolto tutti i singoli e inserito qualche brano nuovo, “The Future Is Our Way Out” ci aveva fatto capire che la band non era un fuoco di paglia ma aveva qualità, carisma e carattere per crearsi un suo spazio.

Credit: Press

Certo la band  originaria di Chicago, composta dai chitarristi Jack Fluegel e Trevor Lynch , dal bassista Devin Wessels, dal batterista Jeremy Benshish e dal cantante Wes Leavins tenebroso e carismatico, si era attirata anche qualche critica, in particolare di essere in qualche modo derivativa degli Smiths.

In effetti la combinazione della voce da crooner di Wes Leavins, tra Elvis Presley e Morrissey con la chitarra con accenni jungle pop e soprattutto con il basso si prestava a considerazioni di questo tipo, ma più che un difetto direi che queste somiglianze finiscono col tradursi in un pregio quando si riesce ad essere credibili e capaci di creare brani convincenti.

I Brigitte Calls Me Baby sono riusciti ad essere assolutamente incisivi con il loro primo lavoro ma ora viene la parte difficile, il secondo album è l’inevitabile prova per capire se la band ha veramente qualcosa da dire o se si sono giocate tutte le carte con il loro esordio.

Con il brano di apertura “There Always” i Brigitte sembrano ripartire da dove ci avevano lasciati, il pezzo oltre a un testo malinconico sull’amore che passa dalla serenità all’inquietudine nel ritornello e anche in alcune parti vocali ricorda molto Morrissey, ma il pezzo funziona ed è un grande inizio che accresce l’interesse.

“Slumber Party” l’avevamo già ascoltata come singolo con una bella chitarra, una convincente sezione ritmica e un testo che parla di alienazione e chiusura in se stessi con riferimenti a David Lynch, mentre la successiva “I Danced with Another Love in My Dream” finisce per farmi ricordare i primi promettenti Killers.

L’album è pieno di brani efficaci nei quali la voce di Wes si muove con disinvoltura, a volte lasciando un po’ da parte l’atteggiamento da crooner, come in “The Pit ” che suona come una hit pop anni 80, e altri pezzi dove sfoderano un jangle pop irresistibile come in “Truth is Stranger Than Fiction” a meta’ tra Smiths e Killers, o l’elettronica e i sintetizzatori di “These Acts of Which We’re Designed” che svela la loro ammirazione per i New Order, che dire sono a loro agio anche qui quando osano qualcosa grazie alla loro abilità nel trovare ritornelli sempre molto belli.

Non posso fare a meno di citare anche “I Can Take the Sun Out of the Sky” altro pezzo che funziona e che mi ha ricordato talmente tanto gli Strokes (ovviamente non quelli dei primi album) che sono andato a vedere chi fossero gli autori, e la conclusiva “Send Those Memories” bellissima e struggente canzone sulla perdita di un amore interpretata magistralmente da Wes che si concede vocalizzi alla Morrissey mentre la chitarra lo accompagna.

I Brigitte Calls Me Baby si confermano con un album riuscito, ben prodotto e dal suono pulito dimostrando di essere una ottima band in ogni suo componente, ottime chitarre una perfetta sezione ritmica e un front man come poche altre band possono vantare.

Riescono a superare brillantemente la prova del secondo album riuscendo a confermare che ci troviamo di fronte una grande band, capace di avere un suo posto importante nel panorama musicale mondiale.


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