brande finite, in carcere si dorme sul pavimento
ANCONA Una bomba pronta ad esplodere. Nel carcere di Montacuto le prime micce di una situazione ormai emergenziale si sono già accese. Il primo problema: il sovraffollamento cronico. Stando ai dati del Ministero della giustizia (aggiornati al 9 marzo) la casa circondariale ospita attualmente 361 detenuti a fronte di una pianta organica di 256. Ci sono, dunque, 105 reclusi in più.
Le conseguenze
Cosa vuol dire? Anzitutto le celle sono state riempite in ogni loro spazio vitale, tanto che non bastano neanche più i letti. Almeno dieci detenuti sono costretti a dormire sui materassi buttati a terra. Nessuna rete, nessuna branda. Un clima di disagio che, inevitabilmente, si ripercuote sugli agenti della Polizia penitenziaria, costretti con ogni sforzo possibile, e sempre con grande professionalità, a tenere a bada quasi quotidianamente allarmi e inottemperanze.
L’incendio
Un episodio risale allo scorso sabato, quando due nordafricani in regime di sorveglianza particolare (per pregressi episodi di violenza) hanno appiccato il fuoco alla cella in cui si trovavano. Le fiamme avrebbero attaccato i materassi e alcuni vestiti. Una protesta perché entrambi chiedevano con insistenza il trasferimento in un altro carcere. Nessuno è rimasto intossicato o ferito, ma per contenere il fumo ed evitare ulteriori disagi, la sezione è stata evacuata e sette detenuti sono stati portati momentaneamente nell’area dei passeggi fino al ripristino delle condizioni i sicurezza. Un episodio di violenza è scattato lunedì pomeriggio e ha coinvolto alcuni detenuti della sezione di media sicurezza. Durante la consumazione del pasto, tre nordafricani (un tunisino e due marocchini) sono entrati nella cella dove c’erano due capoverdiani (padre e figlio) e un italiano. Sarebbe nata una discussione per il Ramadan che in poco tempo è passata alle vie di fatto.
I fatti
Stando a quanto ricostruito, i tre nordafricani che stanno seguendo il digiuno avrebbero spaccato un tavolo di legno utilizzando le gambe come mazze da baseball per aggredire gli altri tre detenuti. Un pestaggio in piena regola che ha portato due reclusi all’ospedale di Torrette. Si tratta del capoverdiano più grande e dell’italiano. Entrambi hanno riportato prognosi iniziali di trenta giorni. In particolare, l’italiano ha riportato la frattura del polso e dell’avambraccio, mentre l’altro una lesione al dito. Ad intervenire per sedare l’aggressione prima che potesse ulteriormente degenerare ci hanno pensato gli agenti della Penitenziaria.




