Lazio

Bracciano. Il dilemma Ilva a “Che fine ha fatto la politica?”

Chiudere la fabbrica e fare la bonifica. Parole semplici che potrebbero cambiare il futuro di Taranto dove l’Ilva è una città nella città. Una proposta che si leva da Bracciano dove sabato 14 febbraio, all’incontro su “L’inferno della classe operaia” di “Che fine ha fatto la politica?”, la rassegna organizzata dall’Assessorato alla Cultura, Raffaele Cataldi, cassintegrato Ilva, è tornato a lanciare presentando il suo libro “Malesangue”.

In apertura l’ideatore e moderatore della rassegna Marco Ferri ha introdotto il tema, parlando del lavoro, svilito via via, dall’abolizione della scala mobile in poi e della  “strategicità” dell’acciaio funzionale al “riarmo in atto”.

Fabbrica, padrone – ha commentato il consigliere Mauro Negretti, intervenendo in rappresentanza dell’amministrazione comunale – sono diventate parole obsolete dando forse ragione a Eric Hobsbawm che definiva il Novecento il secolo breve. Alla luce dei fatti è un secolo terribilmente attuale: le disuguaglianze crescono, la classe operaia è in sofferenza più di allora, abbiamo una guerra nel cuore dell’Europa e in altri 52 sparsi in tutto il mondo”.  

Il libroha detto Cataldi entrando nel vivoè la mia arma per fare la rivoluzione”. Più che un tema un dilemma che inchioda Taranto: “Lavoro o salute?”. Ha puntato il dito sui dati menzogneri, sul sindacato di categoria, polemizzando anche sui tanti decreti che hanno solo differito la problematica. Cataldi ha raccontato un’Ilva fuori dalle passerelle della politica. “Non piace a nessuno fare il cassaintegrato” ha sottolineato ribadendo che la chiave di svolta è la bonifica, indicata anche in documenti padronali come proficuo business. Nel libro, cita i morti di lavoro che in carte aziendali non hanno nome ma vengono indicati col termine di “contingibile”, come se dietro non ci fossero famiglie e colleghi che piangono.

L’attrice Monica Ferri, leggendo “Malesangue”, empatizzando, si è commossa rompendo il racconto.

Il giornalista Piero Santonastaso, curatore di un’indagine permanente sui “morti di lavoro” solidarizzando ha dato i numeri: “tre morti di lavoro al giorno, 97 vittime dall’inizio dell’anno al 13 febbraio”. 

L’Assessorato, ringraziando il pubblico e, per l’impegno organizzativo,  il capo area, architetto Cecilia Sodano, e le bibliotecarie, dottoresse Ilaria Longo e Elisa D’Appio, ha dato appuntamento per un’imminente nuova rassegna. Per continuare a riflettere.  

Informazioni: biblioteca@comune.bracciano.rm.it

Da sinistra Mauro Negretti Marco Ferri Piero Santonastaso Raffaele Cataldi Monica Ferri

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