Umbria

braccialetto elettronico per un 21enne


Un giovane di 21 anni è stato colpito da un’ordinanza cautelare del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, che gli ha imposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex compagna, una ventenne, e l’applicazione del braccialetto elettronico. La misura, della durata di un anno, è stata disposta per il grave pericolo che l’uomo possa reiterare atti di violenza.

La vicenda, ricostruita attraverso la denuncia della giovane donna e gli atti del procedimento, racconta di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, aggravati dal fatto di essere stati commessi, in parte, in presenza della loro figlia, una bambina di poco più di un anno.

Secondo quanto accertato dal giudice per le indagini preliminari, le violenze sono iniziate nel 2024, durante la convivenza nella casa di lui a Corciano, e sono proseguite anche dopo la separazione, avvenuta a gennaio 2025, quando il ragazzo ha lasciato la famiglia per andare a vivere con un’altra donna.

I primi episodi risalgono al luglio 2024, in occasione del primo compleanno della bambina. L’uomo, ubriaco, avrebbe prima insultato un’amica della compagna e poi, portato in bagno per calmarlo, l’avrebbe spinta contro il muro a chiave nella stanza, fino a costringerla a urlare per liberarsi.

A settembre dello stesso anno, durante una lite, l’avrebbe afferrata, gettata a terra e poi spinta di nuovo contro un muro, tenendole un braccio attorno al collo, per poi insultarla pesantemente. La donna sarebbe riuscita a divincolarsi e a fuggire di casa.

Nell’ottobre 2024, un episodio di particolare gravità: l’uomo, rientrato a casa ubriaco nelle ore notturne, avrebbe tentato di prendere le chiavi dell’auto del padre per guidare senza patente. All’opposizione della compagna, l’avrebbe spinta a terra, trascinata per i capelli lungo il corridoio e, dopo averla afferrata per il collo tentando di gettarla nella culla della bambina, le avrebbe premuto un ginocchio sulla gola con tutto il suo peso. Le urla della donna avrebbero svegliato la figlia, presente in casa.

Le violenze non si sono interrotte con la fine della relazione. A fine maggio 2025, l’uomo sarebbe rientrato nell’abitazione per prendere vestiti della bambina e, dopo aver svuotato gli armadi, avrebbe insultato e spintonato la ex compagna contro un muro.

L’ultimo e più grave episodio risale al 7 ottobre scorso. L’uomo, tornato a casa per prendere un album di fotografie, avrebbe prima colpito la donna con pugni sul braccio sinistro e poi, raggiuntala in salotto mentre teneva in braccio la bambina che dormiva, le avrebbe sferrato due testate in fronte, provocandole un trauma cranico lieve e contusioni, con una prognosi di sette giorni. La piccola, svegliatasi durante l’aggressione, avrebbe assistito alla scena.

Il giudice per le indagini preliminari, nel disporre la misura cautelare, ha rilevato la fondatezza delle accuse e la sussistenza di un “concreto pericolo di reiterazione del reato”, legato soprattutto alle tensioni per la gestione della figlia minore e per il mancato versamento del contributo al suo mantenimento da parte dell’indagato.

Oltre al divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dalla donna e dai luoghi da lei frequentati, con l’ausilio del braccialetto elettronico, il giudice ha stabilito che, in caso di rifiuto del dispositivo, scatterà anche il divieto di dimora nel Comune di Perugia. La trasgressione della misura potrà portare all’aggravamento fino alla custodia cautelare in carcere.

Sentito dal giudice l’indagato ha risposto alle domande, fornendo la propria versione dei fatti, ammettendo che i litigi ci sono stati, ma non sono avvenuti con quella intensità con la quale li ha descritti la compagna. Un racconto lineare e credibile, per il difensore Gaetano Figoli, che non ha avanzato alcuna richiesta di revoca delle misure.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »