Bowie in bicicletta, James Briggs percorre 5.000 km d’Europa seguendo una canzone
Arriva in libreria il 23 ottobre Bowie in bicicletta, il racconto di viaggio con cui il giornalista inglese James Briggs trasforma il testo di Life on Mars? in una mappa da seguire pedalando. Il progetto prende la forma di un giro europeo di circa cinquemila chilometri che mescola luoghi legati a David Bowie, aneddoti musicali e una ricerca personale.
L’idea nasce a trentasei anni, poche settimane dopo la morte di Bowie. Stanco di una relazione che non funzionava e di un lavoro logorante, Briggs decide di interpretare alla lettera un verso della canzone: scegliere tappe ispirate alle parole e raggiungerle in bicicletta. Il risultato è un percorso che attraversa località emblematiche, da Ibiza fino ai Norfolk Broads, passando per città come Berlino e per storie meno note legate alla diffusione della musica di Bowie.
Sul sellino di una bici battezzata Iggy, l’autore porta con sé una sorta di «mappa delle stelle», un itinerario mentale che mappa la geografia artistica dello Starman. Lungo la strada la narrativa alterna ricostruzioni storiche — dal bando di Bowie in Unione Sovietica agli anni berlinesi della sua rinascita creativa — a osservazioni intime e a incontri inaspettati con persone comuni e appassionati.
Briggs non costruisce una biografia esauriente e non assume la postura del viaggiatore eroico. Anzi, mette in scena le proprie incertezze: non è un ciclista esperto, ignora molti nomi dell’attrezzatura necessaria, si perde, affronta salite faticose e impara a gestire la stanchezza. Questa fragilità è parte integrante del racconto: la fatica fisica della bicicletta diventa strumento di riflessione e misura del cammino interiore.
La scrittura alterna umorismo britannico e riferimenti alla cultura pop. Il libro racconta episodi musicali e personali senza mai perdere il tono colloquiale: si riconosce la voce di un cronista che osserva e registra, ma che non rinuncia all’ironia. Le disavventure tecniche e gli errori di percorso convivono con pagine di autentica curiosità musicologica, offrendo al lettore sia spunti per approfondire la figura di Bowie sia la cronaca di un viaggio dal sapore vagabondo.
Tra le tappe descritte emergono luoghi simbolici per la carriera di Bowie e momenti in cui la musica è stata veicolo di rivoluzione culturale o censura. Briggs intreccia quei riferimenti con la sua esperienza personale, trasformando un’ossessione musicale in un modo per misurare il proprio tempo e le proprie scelte. La ricerca, partita come omaggio all’artista, si rivela anche un mezzo per fare i conti con il senso di stasi che l’autore avvertiva nella vita quotidiana.
Bowie in bicicletta si propone come ponte tra due lettori: gli appassionati del musicista, che troveranno ricostruzioni e curiosità, e gli amanti della letteratura di viaggio, attratti dalla componente avventurosa e malinconica del pellegrinaggio su due ruote. La bicicletta non è solo mezzo di locomozione, ma figura narrante che scandisce il ritmo del libro, con tutte le sue difficoltà e le sue improvvise rivelazioni.
James Briggs è giornalista e scrittore specializzato in musica e viaggi; ha firmato pezzi per The Guardian, The Irish Times e diverse riviste di settore. Originario del Somerset e residente a Londra, nel tempo libero gioca a calcio quando le ginocchia lo permettono e da venticinque anni cerca di imparare a fare surf.
Bowie in bicicletta è il suo primo libro; l’edizione italiana, tradotta da Susanna Maggioni, è pubblicata da Ediciclo Editore in 288 pagine al prezzo di 19 euro e sarà disponibile in libreria da venerdì 23 ottobre.
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