Borse, settimana brillante con la tregua in Iran. Milano (+4,3%) al top dal 2000
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le Borse europee chiudono in deciso rialzo una “settimana corta”, a causa delle festività pasquali, la cui chiave di volta è stato l’annuncio della tregua in Iran in vista dei negoziati di pace che partiranno domani. Il rally messo a segno mercoledì dai listini ha così permesso di archiviare l’ottava con un bilancio positivo, nonostante i dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco e sull’andamento delle trattative. La maglia rosa è andata a Piazza Affari, dove il Ftse Mib è salito del 4,3% portando a +5,9% il bilancio da inizio anno. Seguono Parigi (+3,7%), Madrid (+3,7%), Francoforte (+3%) e Londra (+1,6%), mentre l’Eurostoxx 50 è salito del 4%. Gli acquisti sono stati guidati dal settore bancario (+6,5% il sottoindice Stoxx), mentre l’unico comparto con un bilancio settimanale in rosso è stato quello energetico (-0,6%), colpito dai realizzi a causa della frenata del prezzo del petrolio.
Il greggio, del resto, ha registrato un calo del 10,8% in settimana per il Wti e dell’11,3% per il Brent. In decisa diminuzione anche il gas naturale, che ha ritracciato dell’11,7% ad Amsterdam. Tornando all’azionario milanese, le prestazioni migliori sono state quelle di StMicroelectronics (+16,5%), Prysmian (+14,4%), Buzzi (+9,7%), UniCredit (+9,4%) e Mediobanca (+9,3%). Realizzi invece sulla difesa, con Leonardo in calo del 9,6%, anche a causa dei dubbi sul cambio della governance, e Avio del 3,9%. In rosso poi Eni (-3%), Recordati (-2,3%) e Diasorin (-0,9%). Tra le big europee si sono distinte Siemens (+11,7%), Schneider Electric (+10,2%), Infineon (+9,9%) e Asml (+9,4%). Male Rheinmetall (-6,8%), Sap (-6,4%) e Wolters Kluwer (-4%). In rialzo dell’1,8% l’oro spot, +8,6% per il Bitcoin. In discesa di otto punti, infine, lo spread tra BTp e Bund, sceso a 78 punti dagli 86 di venerdì scorso.
Venerdì positivo in Europa, Piazza Affari (+0,6%) al top dal 2000
Le Borse europee chiudono con un cauto ottimismo la seduta di venerdì e scommettono sulla tenuta della tregua fra Washington e Teheran, alla vigilia dell’inizio dei negoziati in Pakistan. Restano comunque profonde divisioni, a partire dalla questione dello Stretto di Hormuz, che l’Iran vuole sotto il suo controllo consentendo il passaggio di sole 15 navi al giorno. Pesa anche l’ipotesi di pedaggi per il transito, oltre alla spinosa questione dell’arricchimento dell’uranio iraniano. Il fragile cessate il fuoco mantiene il prezzo del petrolio sotto i 100 dollari al barile, mentre l’atteso aumento dell’inflazione americana di marzo non è andato oltre alle previsioni degli analisti. Si muove così in prudente rialzo anche Wall Street, dove l’S&P 500 si avvia a chiudere la migliore settimana dal maggio scorso.
Così alla fine dell’ultima seduta settimanale mette a segno un buon rialzo Milano (+0,59%) che ritrova i massimi da novembre 2000 a 47.609 punti. Bene anche Parigi (+0,2%), Madrid (+0,5%) e Amsterdam (+0,5%), stabile Francoforte. Il presidente Trump è inoltre tornato ad attaccare Teheran, definendo «imbarazzante» il blocco del petrolio attraverso lo Stretto: «non è questo l’accordo che abbiamo», ha scritto il tycoon sul social Truth. In questo scenario, rallenta ma non si arresta la corsa del petrolio, con il Brent in lieve rialzo intorno ai 96 dollari al barile e il Wti che sale in area 98 dollari. Il gas ad Amsterdam è invece in deciso calo sotto i 44 euro al megawattora.
Wall Street contrastatapoco mossa, fiducia consumatori ai minimi
Wall Street chiude contrastata. Il Dow Jones cede lo 0,56% a 47.916,57 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,35% a 22.902,89 punti e lo S&P 500 lascia lo 0,11% a 6.816,89 punti.
Source link




