Borse in calo. Settimana nera per il Nasdaq, ma Milano (-0,6%) contiene i danni
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – I dubbi sulle valutazioni stellari dei titoli tech e i conseguenti timori per uno scoppio della bolla AI tengono in ostaggio le Borse mondiali. Così, a Wall Street il Nasdaq (-4,7% nelle ultime cinque sedute) paga dazio per il forte sell-off sui tecnologici e si prepara a chiudere la peggiore ottava da quella del Liberation Day di Trump ad aprile. Nelle ultime cinque sedute i gruppi strettamente legati all’AI, tra cui giganti come Oracle e Nvidia, hanno infatti perso più di 1.000 miliardi di dollari di valore di mercato. Non va meglio agli indici europei che, dopo una settimana in altalena, chiudono tutti in calo. A mettere a segno i passivi maggiori sono Parigi (-2,1%), Francoforte (-1,7%) e Amsterdam (-2,1%), trascinato in ribasso dai produttori di chip e con il sottoindice tech europeo in calo del 4,4%. Riescono a limitare invece i danni Madrid (-0,8%), Londra (-0,4%) e Milano (-0,6%), salvate in parte dal proseguimento della stagione delle trimestrali.
Il tutto mentre gli azionisti di Tesla hanno approvato il maxi-bonus per Elon Musk, legato a una serie di obiettivi e per cui potrebbe arrivare a guadagnare 1.000 miliardi di dollari in dieci anni. Sullo sfondo i nuovi attacchi ucraini alle raffinerie russe che spingono il greggio, e le tensioni commerciali Usa-Cina sulla catena dei semiconduttori che mantengono alta l’incertezza.
Wall Street chiude contrastata
Wall Street recupera sul finale e chiude contrastata: Il Dow Jones guadagna lo 0,18% a 46.995,92 punti, il Nasdaq cede lo 0,21% a 23.006,09 punti e lo S&P 500 sale dello 0,13% a 6.729,39 punti.
Restano, forti, le preoccupazioni per una ‘bolla’ del segmento dell’intelligenza artificiale, a cui si aggiungono poi i riflessi dell’AI sul mercato del lavoro. A ottobre, si è registrato un numero significativo di licenziamenti, ovvero 153.074, con un aumento del 183% rispetto a settembre e del 175% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo la società Challenger, Gray & Christmas. Si tratta del livello più alto registrato per il mese di ottobre in 22 anni. Non solo, il 2025 è l’anno peggiore per numero di licenziamenti dal 2009. Questi dati dipingono un quadro instabile dell’economia statunitense, soprattutto alla luce della mancanza di dati pubblicati dal governo a causa dell’attuale shutdown, il più lungo nella storia del Paese. Il titolo di Nvidia cede oltre due punti, per un calo settimanale superiore al 7%.
Ottava nera per Diasorin, corrono Fineco e Moncler
Passando all’azionario di Piazza Affari, a dettare il ritmo dell’ottava sono stati proprio gli utili delle società. I conti inferiori alle attese e la revisione della guidance hanno mandato così a tappeto Diasorin (-22,8%), peggiore titolo del Ftse Mib nella settimana. Il recupero nell’ultima seduta, in scia all’offerta del fondo Tpg sulla sua piattaforma banking, non è bastato a salvare Nexi (-12,8%). La società di pagamenti digitali ha deluso il mercato con la cautela sui margini. Accoglienza fredda anche per i conti di Lottomatica (-10,2%), mentre quelli di Prysmian (-8,8%) e Amplifon (-5,8%) sono rimasti sotto la lente degli analisti. All’estremo opposto, la trimestrale migliore delle attese e i solidi flussi a ottobre hanno spinto Fineco (+6,4%), il titolo migliore nella settimana. Gli acquisti hanno premiato anche Moncler (+6,3%), A2A (+5%), Snam (+4,7%) e Animut (+4%).
Source link




