Borsa, Europa verso apertura in calo. Ancora giù oro e argento
Le Borse europee dovrebbero aprire con il segno meno con gli investitori attenti alla situazione internazionale e alle trimestrali. I futures sono tutti in rosso con quello sull’Eurostooxx che cede l’1,12%. Va meglio il derivato sul Ftse Mib, cedendo circa mezzo punto percentuale, grazie al sostegno dell’agenzia di rating S&P che ha confermato il giudizio sul debito pubblico italiano e rivisto al rialzo l’outlook. Da ricordare che venerdì scorso i listini europei erano saliti, anche sulla spinta della nomina di Kevin Warsh quale futuro presidente della Federal Reserve.
Scelta che secondo i mercati dovrebbe arrestare il deprezzamento del dollaro rispetto alle principali valute. Wall Street ha invece reagito male alla scelta del candidato presidente della Federal Reserve, con il Nasdaq che ha perso quasi un punto percentuale. Il dollaro, venerdì scorso, si è subito rafforzato e questa mattina è ancora in lieve calo. L’euro-dollaro passa di mano a 1,1857 dollari (1,1884 dollari venerdì in chiusura), mentre il dollaro-yen è pari a 154,77 yen (da 154,24). L’euro-yen, infine è pari a 183,61 (183,23 yen). Da rilevare che continua il deprezzamento dei metalli preziosi, i cui valori hanno iniziato la discesa giovedì scorso: l’oro, contratto spot, sta registrando un ribasso del 7,3%, portandosi a 4.539,96 dollari l’oncia, mentre l’argento sta accusando un calo del 12,3%, attestandosi a 74,88 dollari l’oncia.
Intanto preoccupa la delicata situazione in Medio Oriente e in particolare in Iran, anche se Trump ha rivelato ieri che il Paese sta parlando con gli States «e lo sta facendo in modo serio. Spero di negoziare qualcosa che sia accettabile», ha detto. Nel frattempo va avanti a pieno ritmo la stagione delle trimestrali, con una settimana che si profila veramente densa. Oltreoceano oggi comunicheranno i dati colossi come Walt Disney (prima dell’apertura dei mercati) e Palantir (dopo la chiusura dei mercati). In Italia dà il calcio di inizio delle trimestrali delle banche Intesa Sanpaolo, che per altro ha comunicato anche il piano industriale. Potrebbero soffrire le azioni oil risentendo dello scivolone del petrolio: il prezzo del wti cede il 4,8% portandosi a 62 dollari al barile.
Mercati asiatici in profondo rosso tra dazi, tensioni geopolitiche in Medio Oriente e future su Wall Street in calo. Inizio di settimana negativa per la Borsa di Tokyo. L’indice di riferimento Nikkei ha chiuso in calo dell’1,25% a 52.655,18 punti, male anche l’indice più ampio Topix -0,85% a 3.536,13 punti.
A trascinare al ribasso i listini, secondo gli esperti, sarebbe il momento di attesa per il futuro della Fed dopo la decisione di Donald Trump di scegliere Kevin Warsh per la guida delle Federal Reserve, un candidato che verrebbe visto come meno accomodante del previsto. Decisione che ha avuto come prima conseguenza un calo del prezzo dei metalli preziosi e una frenata del petrolio. Non hanno entusiasmato gli operatori giapponesi neanche i verbali della BoJ che confermano un’economia giapponese in ripresa ma con ombre sulle conseguenze dalle politiche commerciali mondiali; timori anche dall’andamento dello yen.
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