Basilicata

Boreas, 9 condanne per la ‘ndrina di Cariati e il “locale” di Cirò

Nel processo Boreas reggono le accuse sulle ramificazioni in Germania delle cosche alleate di Cariati e Cirò, inflitte condanne pesanti


CATANZARO – Nove condanne e due assoluzioni nel processo col rito abbreviato scaturito dall’inchiesta che un anno fa portò all’operazione Boreas, con cui furono colpite le ramificazioni in Germania della ‘ndrina di Cariati e del più potente “locale” di Cirò. Le ha disposte, col rito abbreviato, il gup distrettuale di Catanzaro Massimo Forciniti. La pena più elevata, a 12 anni di reclusione, è quella inflitta a Giorgio Greco, presunto capo della ‘ndrina di Cariati. Ma tra le condanne spicca anche quella a 8 anni e 4 mesi per Aldo Marincola, nipote di uno dei capi storici del “locale” di Cirò. Il gup ha anche disposto la condanna al risarcimento del Comune di Cariati, costituitosi parte civile. Sostanzialmente accolte le richieste del pm Antimafia Elio Romano.

LEGGI ANCHE: Cosche, per il gesto delle corna si rischiò la guerra – Il Quotidiano del Sud

TENTACOLI IN GERMANIA

Viene avvalorato il lavoro di una Squadra Investigativa Comune che, nell’ambito della cooperazione internazionale supportata dal progetto I Can, ritiene di avere scoperto tutta una serie di attività illecite nel campo dell’importazione di prodotti alimentari. Ma anche truffe, sofisticazioni, reati tributari e riciclaggio. Le indagini avrebbero anche accertato l’imposizione di prodotti alimentari provenienti dall’Italia a ristoratori e commercianti operanti in territorio tedesco. Uno scenario già messo a nudo dalla maxi inchiesta Stige, condotta negli anni scorsi contro la ‘ndrangheta cirotana.

IL RICICLAGGIO

Il radicamento dell’organizzazione mafiosa in Germania era tale che il clan riciclava i proventi in rilevanti investimenti immobiliari. Il boss cariatese Greco, in particolare, aveva acquistato terreni nella zona a sud di Fellbach poi adibiti a vigneti. Nelle intercettazioni alcuni imputati si vantavano di aver “rotto la testa con un crick” ai gestori di origine greca di un bar. Ma anche di aver incendiato un tennis club e una trattoria o di aver danneggiato una pinseria. O di aver squarciato le gomme delle auto parcheggiate davanti a una pizzeria.

LE ESTORSIONI

Parte dei proventi estorsivi sarebbe stata poi recapitata in Italia o consegnata direttamente a Greco che, personalmente, si sarebbe occupato del trasporto. Illecita concorrenza con violenza e minaccia era il reato contestato al gruppo cariatese dedito a importare prodotti caseari, olio, vino e insaccati e preparati per il confezionamento delle pizze. Per far quadrare i conti la cricca evitava il pagamento dell’Iva. Il denaro sarebbe stato poi reimpiegato in maniera illecita anche in attività imprenditoriali con la complicità di professionisti. Tra i difensori impegnati nel processo gli avvocati Gianni Russano, Francesco Bastone, Sergio Rotundo, Raffaele Bruno, Ettore Zagarese.

LE DECISIONI

Ecco le decisioni (in parentesi le richieste).

  1. Giorgio Greco (62), di Cariati: 12 anni (11 anni).
  2. Gaetano Roberto Bruzzese, di 58 anni, residente in Germania: 10 anni (10 anni).
  3. Olindo Celeste (42), residente in Germania: 10 anni (10 anni).
  4. Alfonso Cosentino (46), di Cariati: 10 anni (10 anni).
  5. Rocco Francesco Creolese (39), di Cariati: 8 anni (8 anni).
  6. Giulio Graziano (59), di Cariati: 10 anni e 8 mesi (10 anni e 4 mesi).
  7. Antonio Mangone (37), di Cariati: assolto (assoluzione).
  8. Aldo Marincola (42), di Cirò Marina: 8 anni e 4 mesi (8 anni e 8 mesi).
  9. Cataldo Rizzo (54), di Cariati: assolto (assoluzione).
  10. Cataldo Scilanga (50), di Cirò Marina: 8 anni e 8 mesi (8 anni e 8 mesi).
  11. Antonio Russo (33), di Cariati: 2 anni (2 anni).

Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »