Friuli Venezia Giulia

Boom delle fonti rinnovabili, l’Europa accelera verso l’energia pulita

25.01.2026 – 8.30 – Il 2025 segna un passaggio decisivo nell’ambito della transizione energetica europea. Secondo l’European Electricity Review 2026 del think tank Ember, pubblicato lo scorso 22 gennaio, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili avrebbe superato per la prima volta quella da fonti fossili come carbone, petrolio e gas. Nel complesso, le rinnovabili hanno coperto il 48% del fabbisogno europeo, mentre le fossili si sono fermate al 29%. Solare, fotovoltaico ed eolico hanno raggiunto il 30%, confermando un trend di crescita costante che sta ridisegnando il panorama energetico europeo. Il nucleare, invece, è rimasto stabile al 23%. Il sorpasso delle fonti rinnovabili su quelle fossili è stato registrato in quattordici Paesi dell’Unione, tra cui Svezia, Danimarca, Francia, Germania e Spagna: l’Italia, che rispetto al resto d’Europa sta ancora cercando di colmare l’ampio divario tra fonti rinnovabili e fossili, non compare nell’elenco.

In Europa, l’energia solare ha rappresentato il principale motore di questa trasformazione. Nel 2025, gli impianti fotovoltaici hanno prodotto infatti 369 terawattora, con un incremento superiore al 20% rispetto all’anno precedente, sostenuto da costi d’installazione sempre più bassi e da condizioni meteorologiche favorevoli. Secondo i dati raccolti da Ember, il 2025 è stato il quarto anno consecutivo in cui la crescita del solare ha superato i venti punti percentuali: nel mese di giugno, inoltre, questa risorsa rinnovabile è diventata temporaneamente la prima fonte di produzione elettrica a livello continentale. La produzione da idroelettrico ha invece subito un calo del 12% a causa delle scarse precipitazioni, mentre l’eolico ha registrato una lieve flessione del 2,5%, nonostante l’aumento della capacità installata. Sul fronte delle fonti fossili, il carbone continua il suo declino e rappresenta ormai meno del 10% della produzione energetica in UE : diciannove Paesi europei hanno quasi completamente rinunciato al carbone, il cui impiego resta tuttavia ancora rilevante in Germania e in Polonia. Il gas si conferma invece una componente preponderante del mix energetico, con 466 terawattora generati nel 2025 e una crescita dell’8%: un incremento che, secondo il rapporto di Ember, potrebbe essere legato al calo dell’idroelettrico.

In questo contesto, il nostro Paese si colloca al di sotto della media europea: secondo i dati di Terna, nel 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto il 41% della domanda elettrica italiana, segnando un punto percentuale in meno rispetto al 2024. Il calo è dovuto soprattutto alla forte riduzione dell’idroelettrico (-21,2%), tornato a livelli normali dopo l’eccezionale crescita dell’anno precedente. L’eolico registra una flessione più lieve (-3,3%), mentre il geotermico resta stabile. In netto aumento invece il fotovoltaico, che cresce del 25,1% superando i 44 TWh e segnando un nuovo record, con un picco di 5,7 TWh a giugno. L’impegno ad avanzare nella transizione energetica non manca: il Friuli Venezia Giulia, ad esempio, dimostra un forte interesse verso l’impiego sempre più strategico delle fonti rinnovabili. Secondo i dati raccolti lo scorso anno, la regione ha superato gli obiettivi nazionali previsti per il biennio 2024‑2025, raggiungendo 1.890 MW di potenza rinnovabile installata nel 2024 e superando di 62 MW il target fissato per il 2025. Questo risultato si inserisce in una strategia regionale più ampia, sostenuta dal Piano Energetico regionale (PER), che prevede investimenti pubblici e privati per accelerare la decarbonizzazione, ridurre i consumi e rafforzare l’autonomia energetica locale, enfatizzando il ruolo chiave delle fonti rinnovabili. In regione sono già attive oltre 70 Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): l’obiettivo del FVG è quello di creare e attivare una CER di area vasta entro la fine di aprile 2026, un progetto che si propone di avvicinare la produzione e il consumo di energia rinnovabile, orientando quindi il percorso verso la transizione energetica. In un’Europa che avanza verso un sistema energetico sempre più pulito, il Friuli Venezia Giulia si propone come territorio innovatore, capace di contribuire in modo significativo agli obiettivi climatici nazionali ed europei.

[b.m.]




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