Bono / Burattini – Ora sono un lago: Avanguardia metamorfica :: Le Recensioni di OndaRock
I am silver and exact
I am not cruel, only truthful
I have looked at it so long I think it is a part of my heart
Now I am a lake
Le immagini di tre cortometraggi, le parole di una grande poetessa. C’è sempre un punto di partenza ben definito e colto, nella musica di Francesca Bono e Vittoria Burattini, e al tempo stesso non c’è mai un punto di arrivo. C’è sempre una donna – là Maya Deren, qui Sylvia Plath – dietro le quinte, musa ispiratrice di un’arte che segue un’unica rotta: quella mai battuta. C’è la musica, non c’è la forma-canzone. C’è sempre la voglia di sperimentare, di spingersi più in là: e in tal senso, se “Suono in un tempo trasfigurato” era il fotogramma di un fare musica sgorgato naturalmente, da sé, “Ora sono un lago” è l’opera di un sodalizio che sa benissimo dove vuole – e soprattutto dove non vuole – andare.
La prima cosa che balza all’occhio, di questo secondo lavoro in studio che viene affidato alla produzione di Francesco Donadello, è la scelta di spingersi ancora più in là. Il suo coraggio, la necessità – verrebbe da dire – di andare oltre quanto già era stato fatto tre anni fa. Se da un lato, forse inevitabilmente, ne risente la fruibilità di ascolto, dall’altro è la libertà che sta alle spalle di questo ventaglio di soluzioni la forza e la propulsione di un tale fare musica, che guarda alla psichedelia così come all’elettronica minimalista, sfiora qua e là l’ambient (si ascolti “Fragili danze”) e il post-rock, si dota di accenti “kosmici” (la title track) e scandisce ritmi ieratici, a tratti marziali, pesanti come macigni ma su cui si innestano le traiettorie vocali tipicamente eteree della Bono (“Prove d’esistenza/Il gesto”).
E ancora riverberi spettrali (“Come un riflesso”), cortocircuiti digitali che si dissolvono in eco sempre più distanti (“Acrobata”), persino avamposti synthwave – “Tra le labbra” – che ci starebbero a pennello in colonne sonore revivaliste à-la “Stranger Things”, fino alle derive acustiche di “Lonely blue star”, metamorfosi ultime all’interno dei confini di questo labirinto sonoro senza vie d’uscita.
08/04/2026




