Boni e Casini in cerca di soluzioni

Una decisione grave e dolorosa. Così l’assessore regionale e la consigliera Pd, Filippo Boni e Roberta Casini, definiscono la procedura di licenziamento collettivo avviata dalla Amom di Badia al Pino.
“Questa situazione – spiegano i due – arriva senza che si sia costruito fino in fondo un percorso di confronto trasparente e responsabile con il territorio e con le rappresentanze del lavoro. Questo rende la situazione ancora più difficile da accettare”.
Nel corso del tavolo tecnico regionale dello scorso dicembre erano stati messi a disposizione strumenti e possibilità di supporto proprio per affrontare una fase complessa e cercare soluzioni alternative ai licenziamenti. La scelta dell’azienda di non avvalersi pienamente di queste opportunità ha ristretto gli spazi di dialogo e allontanato la prospettiva di una gestione condivisa della crisi. “Le scelte industriali non possono essere avulse dal contesto in cui operano – proseguono Boni e Casini –. Quando un’azienda perde progressivamente il legame con la comunità che l’ha sostenuta nel tempo, il prezzo non lo paga solo il lavoro, ma l’intero territorio”.
Roberta Casini e Filippo Boni ribadiscono il proprio impegno a restare al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici Amom in tutte le prossime fasi della vertenza, seguendo con attenzione ogni sviluppo e promuovendo ogni iniziativa utile a tutelare l’occupazione e la dignità del lavoro.
“Non ci rassegniamo all’idea che settanta persone possano essere lasciate sole di fronte a una scelta così impattante. Continueremo a chiedere responsabilità, ascolto e un ritorno al confronto, perché il lavoro non è una variabile indipendente, ma il cuore vivo delle nostre comunità”.
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