Bombe in Iran, l’odissea della famiglia barese bloccata in Qatar
Sono giorni di attesa e incertezza per Emiliano Salvemini, cittadino di Bari, e per la sua famiglia, rimasti bloccati a Doha in seguito alla chiusura dello spazio aereo decisa dopo le esplosioni registrate nei giorni scorsi, nell’ambito del conflitto fra Iran e Usa-Israele. Quella che doveva essere una normale tratta di rientro Doha-Istanbul-Bari si è trasformata in un percorso complesso. Salvemini è riuscito a mettersi in contatto con l’Unità di crisi della Farnesina per chiedere supporto. Tra le indicazioni ricevute, vi sarebbe la possibilità di raggiungere Riyad in autobus e richiedere lì un visto, nel tentativo di trovare una nuova soluzione per il rientro. Un’opzione che dovrebbe però essere organizzata in maniera autonoma per il trasferimento.
A complicare ulteriormente la situazione, la famiglia ha appreso successivamente alla chiamata, che l’agenzia di autobus segnalata dall’operatore italiano risulta essere in ferie e non operativa a partire da domani fino alla prossima settimana. Nel frattempo, dall’Italia è stato comunicato che sono in fase di organizzazione voli di rientro, uno al giorno, destinati esclusivamente a cittadini considerati fragili, come malati, bambini o persone con particolari necessità. Intanto, dice Salvemini, un’altra ospite del suo stesso hotel ha chiamato un’altra compagnia di autobus che offre lo spostamento per Riyad per ben 3000 dollari a persona.




