Trentino Alto Adige/Suedtirol

Bolzano, il bar Sant’Antonio verso lo sfratto: l’amarezza dei titolari – Bolzano



BOLZANO. Lungotalvera senza pace. E sì che le sue passeggiate, soprattutto quelle senza ciclabile, allo sbocco di via Museo, sono fitte di bolzanini che vi cercano pace e verde. Eppure. Eppure i due snodi pubblici che ne costituiscono l’attrazione stabile non sanno che vita vivranno da qui ai prossimi mesi: il bar Theiner in attesa di futuro – e di un bando – il Sant’Antonio con un destino segnato ma pieno di incognite. «Ci hanno detto in Comune che l’anno prossimo ce ne dovremo andare» spiega, affranta, Maria Gasser che è lì a servire tra i tavoli da quarant’anni. Lei e i suoi due figli.

L’altroieri si aggiravano, i tre, in una sorta di percorso di guerra tra bagni d’emergenza e un cantiere in piena azione. Con i clienti stretti da mura e strutture temporanee. I lavori riguardano la messa in opera di un punto igienico con bagni pubblici e una operatività più agile che non quello che fino a poco fa si trovava attaccato all’esercizio. Un primo sfratto, per i Gasser, era stato bloccato dal ricorso al Tar avverso all’ingiunzione del Comune, ora gli effetti dello stesso sono sostanzialmente conclusi e quindi si riaffaccia l’intenzione della proprietà pubblica di avviare un bando per la riassegnazione.

«Da quello che sappiamo, sarà all’inizio dell’anno, dunque ci prepariamo a malincuore a sgomberare – spiegano i Gasser – anche se proveremo in tutti i modi ad opporci». Esaurito il fronte Tar, pare invece che esistano solo margini residuali. Quello che crea maggior preoccupazione nella famiglia dei gestori è l’assenza di qualsiasi segnale da parte municipale e la certezza che non sarà configurata, nella formulazione del bando, alcuna clausola di protezione per loro, almeno a riconoscimento dei quarant’anni di conduzione del locale.

«Una prelazione? La vorremmo ma non sembra possibile» spiegano gli attuali gestori. Certo, l’esperienza del Theiner, passato attraverso una procedura concorsuale di evidenza pubblica ma che è passato da un abbandono all’altro da parte dei gestori selezionati, fa presagire un calvario simile anche per il Sant’Antonio. La prospettiva, se non si aprirà una strada più “gestita” del bando, è che con Theiner anche per il Sant’Antonio si apra una stagione di vuoto gestionale privando così, in successione, le passeggiate di possibili punti di ristoro in efficiente operatività. (p.ca.)




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