Trentino Alto Adige/Suedtirol

Bolzano, farmacista truffato per 100.000 euro

Una telefonata, poi un’altra, poi ancora una terza. Tutto costruito per sembrare reale, credibile, urgente. È così che un farmacista altoatesino si è ritrovato nel giro di poche ore con il conto svuotato: circa 100.000 euro spariti attraverso 68 bonifici disposti in appena due ore. La dinamica è quella ormai sempre più diffusa delle truffe telefoniche a più livelli. Dall’altra parte della cornetta si sono presentati prima come operatori bancari, poi come appartenenti alle forze dell’ordine. Il messaggio era chiaro: sul conto erano stati rilevati movimenti sospetti e per mettere al sicuro il denaro era necessario trasferirlo immediatamente.

Un copione studiato nei dettagli, reso ancora più efficace dalla tecnica dello spoofing, che consente ai truffatori di far apparire sul telefono della vittima numeri apparentemente ufficiali. In questo modo la percezione di autenticità cresce e il margine di dubbio si riduce drasticamente. Convinto di agire per proteggere i propri risparmi, il titolare ha eseguito le operazioni richieste. Solo in un secondo momento ha capito di essere stato raggirato. I bonifici erano già stati instradati verso conti correnti distribuiti in diverse zone d’Italia, rendendo difficile ogni tentativo immediato di recupero.

La vicenda riaccende l’attenzione su un fenomeno in costante crescita anche in Alto Adige. Le truffe telefoniche puntano sempre più su pressione psicologica e senso di urgenza, elementi che portano le vittime ad agire senza verifiche. Il consiglio degli esperti resta sempre lo stesso: nessun istituto bancario o forza dell’ordine chiede di spostare denaro tramite telefonata. In caso di dubbio è fondamentale interrompere la comunicazione e contattare direttamente i numeri ufficiali. Anche pochi minuti possono fare la differenza tra un tentativo sventato e un danno economico ingente.







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