Trentino Alto Adige/Suedtirol

Bolzano dice addio a Pino, re di angurie e castagne – Bolzano



BOLZANO. «Non sei di Bolzano se non hai mangiato l’anguria e le caldarroste al chiosco di Pino e Lella», si diceva in città. Adesso che se n’è andato – a 78 anni – anche Giuseppe Vicentini, detto “Pino”, dopo Graziella Rossin, “Lella”, il loro chiosco difficilmente riaprirà. Se ne va così una pietra miliare della città. Un’attività commerciale, il chiosco di viale Europa, famoso d’estate per la qualità di anguria e meloni, e d’autunno per le castagne. Da 20 giorni l’attività è chiusa perché le condizioni di Pino si sono aggravate sempre di più, fino alla morte, avvenuta martedì.

La moglie Lella era morta nel 2015. Una storia, quella del chiosco, iniziata negli anni Cinquanta, quando il padre di Pino, Antonio Vicentini, iniziò a vendere cocomeri in una via Resia molto diversa da quella che conosciamo oggi. «Era quasi una strada di campagna, con una montagna di cocomeri che nonno vendeva a 5 lire al chilo», ricorda Laura Vicentini, figlia della coppia. Pino e Lella subentrarono nell’attività negli anni Ottanta, trasferendola in viale Europa, in un punto non distante da dove si trova ora. Quel chiosco divenne di “Pino e Lella”.

«Mio padre era un gran lavoratore, ma quando è mancata mia madre non ha retto molto prima di ammalarsi. Ha resistito per dieci anni, rimanendo al chiosco fino a 20 giorni fa quando è stato ricoverato al San Maurizio». Cocomeri e meloni d’estate, caldarroste d’autunno fino a novembre. «Fino al 1985 vendeva anche alberi di Natale sul Ponte Talvera. Alberi che prendeva sul Monte Abetone scegliendo tra i migliori pini».

«Lella era la regina delle angurie e lui era il re»: li ricorda così con commozione il figlio Sandro Vicentini, che ha aiutato il padre negli ultimi anni. «Il chiosco era aperto tutti i giorni, soprattutto nei festivi, perché mio padre diceva che in quelle giornate si lavorava di più». Chiusa la vendita delle caldarroste, «per molti anni mamma e papà volavano in Kenya. Erano innamorati del mare e della pesca». Adesso con la morte di Pino anche l’epilogo per il chiosco, punto di ritrovo per tanti bolzanini. «Sono andato a buttare via gli ultimi venti chili di castagne – racconta Sandro – Da solo non riesco a portare avanti il lavoro». Ieri, 5 dicembre, l’ultimo saluto a Giuseppe Vicentini, presso la cappella del crematorio nel cimitero. Er. Am.




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