Bolzano, avanti i lavori per il teleriscaldamento: obiettivo 45mila utenti entro il 2035 – Bolzano
BOLZANO. In via Sernesi, da mesi “prigioniera” di scavi e transenne, gli operai stanno liberando marciapiede e strada da ciò che resta del cantiere. Finiti i lavori del teleriscaldamento in questa zona, il centro inizia a respirare. Si prosegue a pieno regime in via della Posta – ieri un sopralluogo di Provincia, Comune e Alperia – al Talvera, vicolo Parrocchia, piazza Domenicani e a breve partiranno due nuovi cantieri intorno a via Laurin e in via San Quirino. L’obiettivo: fornire calore a 45mila bolzanini entro il 2035. «Attualmente circa 23mila cittadini e circa 900 edifici pubblici e commerciali sono serviti dal teleriscaldamento», sottolinea Günther Andergassen, direttore di Alperia Ecoplus.
L’impianto di teleriscaldamento del capoluogo, gestito da Alperia e in funzione da circa 30 anni, sfrutta principalmente il calore residuo dell’impianto di trattamento dei rifiuti. Il calore del teleriscaldamento viene immesso sotto forma di acqua calda in un circuito chiuso di condutture sotterranee. «Grazie a questo sistema è attualmente possibile risparmiare oltre 25mila tonnellate di emissioni di CO2 all’anno – spiega il vicesindaco Stephan Konder – Ciò contribuisce, soprattutto in inverno, a migliorare la qualità dell’aria di Bolzano, già appesantita dal traffico». Allo stato attuale il 40 per cento del calore nella nostra provincia viene prodotto con energie rinnovabili. Il 60 per cento proviene ancora da fonti fossili. Tanta la strada da fare: da qui il progetto ambizioso di estendere la rete di teleriscaldamento a metà Bolzano.
Il sondaggio
Una tale estensione del teleriscaldamento significa altri dieci anni di scavi a macchia di leopardo in tutta la città, specie nel centro storico. Una prospettiva che non sembra però preoccupare i bolzanini. Su 307 cittadini sentiti da Alperia per un sondaggio, il 70% si è detta favorevole all’ampliamento della rete. Il 40% ha dichiarato di ritenere fastidiosi i disagi causati dai cantieri – traffico, riduzione dei parcheggi, rumore – ma quasi tutti gli intervistati (circa l’86%) li ritengono comunque accettabili a condizione che ciò porti a «un approvvigionamento energetico sostenibile a lungo termine».
I lavori
«Siamo in una fase avanzata nelle aree di via Talvera, via della Posta, vicolo Parrocchia e piazza Domenicani», prosegue Andergassen. Quattro scavi aperti nel cuore del centro, non sempre di semplice gestione: oltre a una comunicazione puntuale e continua ai cittadini, zone centrali e quindi storiche della città necessitano di un «accompagnamento archeologico da parte della Provincia – così Andergassen – che monitora gli scavi in caso di eventuali ritrovamenti di rilievo. Esiste infatti una mappa della città che individua le aree di potenziale rinvenimento archeologico». Oltre a questi aspetti a cui prestare attenzione, sottolinea il direttore di Ecoplus, non sarebbero emerse particolari criticità.
Il sopralluogo
Al sopralluogo di ieri tra i cantieri di via della Posta e piazza Parrocchia erano presenti, oltre a Konder e Andergassen, anche il direttore generale di Alperia Luis Amort, Monica Sparer della comunicazione di Alperia, il responsabile di progetto Christian Hofer e l’assessore provinciale Peter Brunner. «L’abbandono dei combustibili fossili è un imperativo del momento, come dimostrano anche gli attuali avvenimenti in Medio Oriente», ha detto Brunner, sottolineando l’importanza del produrre energia sostenibile. «Oltre all’energia prodotta dall’impianto di termovalorizzazione, in futuro intendiamo utilizzare anche biomassa, biometano e pompe di calore di grandi dimensioni, al fine di ridurre costantemente le emissioni di CO2», ha aggiunto Amort.




