Emilia Romagna

Bologna rende omaggio a Fabio Roversi-Monaco


Un lungo applauso, un’aula gremita e un’emozione condivisa. Così Bologna ha salutato Fabio Roversi-Monaco durante le esequie accademiche nella storica Aula Magna di Santa Lucia. Un momento solenne che ha riunito istituzioni, accademici, studenti e cittadini per rendere omaggio a uno dei protagonisti più importanti della storia recente dell’Università di Bologna.

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Molari: “Il suo nome resterà nella storia dell’Ateneo”

A guidare il ricordo è stato il rettore Giovanni Molari, che ha sottolineato il legame indissolubile tra Roversi-Monaco e l’ateneo. Il suo nome, ha ricordato, “resterà per sempre legato alla storia dell’Alma Mater”, evidenziando la capacità di unire radicamento territoriale e apertura internazionale. Dallo sviluppo del multicampus al ruolo nel Bologna Process, la sua visione di università aperta, autonoma e globale continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento.

Prodi: “Un innovatore che ha cambiato Bologna”

Tra gli interventi più significativi, quello dell’ex premier Romano Prodi, che ha definito Roversi-Monaco “un innovatore”. Prodi ha ricordato il rapporto personale e il contributo decisivo alla trasformazione urbana dell’università: “Ha creato l’idea di un campus urbano allargato, capace di ridare vita a tanti edifici e integrare l’università nella città”.

Bernini: “Era il rettore, magnifico sempre”

Parole di grande intensità anche dalla ministra Anna Maria Bernini, che ha sottolineato la visione moderna e inclusiva del rettore. “Non vedeva l’università come una torre d’avorio, ma come un ecosistema generoso capace di far crescere la città”, ha spiegato, ricordando anche il legame personale: “Siamo tutti suoi allievi”.


De Pascale: “Un protagonista per tutta la regione”

Per il presidente della Regione Michele de Pascale, Roversi-Monaco è stato “un grande protagonista non solo per Bologna, ma per tutta l’Emilia-Romagna”. Fondamentale il suo ruolo nel decentramento universitario, che ha portato sviluppo e opportunità in tutto il territorio regionale.

Bignami e Vitali: “Segni concreti e collaborazione con la città”

Dal mondo politico, il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami ha evidenziato i risultati tangibili del suo operato: “Chiunque frequenti l’università può vedere i segni concreti del suo lavoro”. L’ex sindaco Valerio Vitali ha invece ricordato la collaborazione istituzionale per il decentramento: “È stato forse il rettore più celebrato, con cui abbiamo lavorato per trasformare l’università e la città”.

Ubertini: “Un riferimento umano e istituzionale”

Il presidente del Cineca Francesco Ubertini ha condiviso un ricordo personale: “Era il mio rettore quando mi sono laureato. Quando fui eletto, mi regalò una spilletta che porto sempre con me”. Un gesto simbolico che racconta il rapporto diretto con le nuove generazioni di accademici.

Il ricordo della famiglia: “Cinque grandi amori”

Tra i momenti più toccanti, le parole della figlia Maria Giulia Roversi-Monaco: “Dicevamo che nostro padre aveva cinque grandi amori: noi quattro figlie e l’università”. Un legame profondo, che si riflette anche nell’affetto ricevuto in questi giorni: “Tutto quello che ha dato con passione oggi ci viene restituito”. Nel pomeriggio nella cattedrale di san Pietro il cardinale Matteo Zuppi celebrerà i funerali. 

Un’eredità che resta nella città

Dalla politica all’accademia, fino alla famiglia, il ricordo di Fabio Roversi-Monaco emerge come un racconto corale. Un uomo capace di trasformare l’università e il rapporto con la città, lasciando un’eredità fatta di luoghi, idee e visione. Un’eredità che Bologna continua a vivere ogni giorno, tra le aule, le piazze e gli spazi che portano ancora il segno del suo lavoro.

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