“Bologna non smetterà di chiedere verità”

“Siamo e saremo sempre al fianco dei familiari delle vittime di Ustica nel chiedere che non si fermi la ricerca della verità e il perseguimento della giustizia”. Con queste parole il sindaco di Bologna Matteo Lepore ribadisce la posizione dell’amministrazione comunale in vista della decisione del giudice sull’eventuale archiviazione dell’inchiesta sulla Strage di Ustica.
Il primo cittadino ha espresso “piena vicinanza e sostegno” a Daria Bonfietti e all’Associazione dei familiari delle vittime, impegnate da oltre quarant’anni nella ricerca della verità su quanto accadde il 27 giugno 1980, quando il DC9 Itavia precipitò nel Tirreno causando la morte di 81 persone. Bologna resta uno dei luoghi simbolo della memoria della tragedia: in città si trova infatti il Museo per la Memoria di Ustica, dove sono conservati i resti dell’aereo.
Nel suo intervento Lepore ha anche criticato l’ex ministro Carlo Giovanardi, parlando di “ennesima provocazione” dopo l’interruzione di una visita guidata con studenti al museo. “Siamo ormai abituati a questo genere di azioni – ha dichiarato il sindaco – che hanno il solo obiettivo di rimettere in discussione fatti già ampiamente ricostruiti e che non contribuiranno a fare luce su ciò che è accaduto nei cieli di Ustica”.
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La decisione del giudice
L’attenzione si concentra ora sull’udienza del 18 marzo, quando il giudice per le indagini preliminari dovrà decidere se accogliere la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Roma sull’inchiesta riaperta nel 2008 dopo alcune dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Cossiga aveva ipotizzato il coinvolgimento di caccia militari francesi in un episodio di guerra aerea durante il quale sarebbe stato abbattuto il velivolo civile.
Secondo quanto spiegato da Bonfietti, le circa 450 pagine di atti depositate dalla procura confermerebbero la tesi sostenuta negli anni dal giudice istruttore Rosario Priore, secondo cui la caduta del DC9 avvenne nel contesto di un’azione militare nei cieli del Mediterraneo. Tuttavia, l’inchiesta non è riuscita a individuare con certezza gli autori materiali dell’abbattimento, motivo per cui i magistrati hanno chiesto l’archiviazione.
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario del Pd bolognese Enrico Di Stasi, che ha ribadito come il Paese e i familiari delle vittime “abbiano diritto di sapere qual è la verità sulla morte degli 81 passeggeri del volo Itavia”. Il Partito democratico chiede al governo italiano di intensificare gli sforzi diplomatici per ottenere collaborazione e risposte dai Paesi alleati e dalla Nato.
“Dopo 45 anni – conclude Di Stasi – è necessario arrivare finalmente alla verità”.
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