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Bodo Glimt elimina Inter dalla Champions

Tra le controindicazioni del salmone, c’è ora anche quello sotto forma di squadra di calcio: nazionale o club, nel caso specifico il Bodo Glimt che ha eliminato l’Inter nei playoff di Champions, per il football italiano è diventato un alimento profondamente indigesto. Dopo le batoste rimediate dagli azzurri nel girone di qualificazione mondiale contro Haaland e i suoi fratelli, condannandoci ai terzi spareggi di fila – toccare ferro è il minimo -, ecco la pesante stroncatura in Europa. L’Inter, la squadra che sta dominando la Serie A, finalista di Champions la scorsa stagione, è stata eliminata dalla banda di Kjetil Knutsen, allenatore che non è il massimo della simpatia, ma sa fare bene il suo mestiere. Il Bodo ha retto l’urto nerazzurro per 58’ e quando Akanji, con una fesseria colossale, ha regalato il pallone dell’1-0 ai norvegesi, siglato dall’ex milanista Hauge, ha chiuso la pratica dello storico accesso agli ottavi. A ruota, le marcature di Evjen (72’) e Bastoni (76’), ma la sfida è finita con l’erroraccio di Akanji.

Il verdetto non fa una grinza: 3-1 all’andata, 1-2 al ritorno. Stavolta non c’è neppure l’alibi del campo in sintetico: il Bodo si è guadagnato il passaggio di turno interpretando bene il match del Meazza e dimostrando che non è più forte solo nel fortino di casa. Linee strette, ripartenze rapide, palleggio il giusto e, quando serve, la capacità di chiudersi. Se poi a una squadra come questa regali due gol all’andata e un altro al ritorno, c’è poco da dire.

La crescita del Bodo è stata esponenziale nelle ultime quattro stagioni. Il calcio italiano ha fatto da cavia. La Roma di Mourinho incassò una batosta memorabile il 21 ottobre 2021, nella fase a gironi di Conference League: 6-1. Nacque allora, con il copyright dell’ex laziale Paolo Di Canio, la storia dei “salmonari”. Due settimane dopo, all’Olimpico, tra Roma e Bodo finì 2-2. Le due squadre si ritrovarono di fronte nei quarti: 2-1 per il Bodo il 7 aprile 2022, 4-0 per la Roma sette giorni più tardi. Nella stagione 2024-2025, ancora il Bodo sulla strada di un club italiano, nei quarti di Europa League: la Lazio. All’andata, in Norvegia, dominio assoluto del Bodo e 2-0 finale. Al ritorno, dopo il 3-1 maturato nei tempi supplementari, 3-2 ai rigori per i salmonari, con storica qualificazione alle semifinali di una coppa europea. L’avventura terminò sotto i colpi del Tottenham.

Nella prima fase dell’attuale Champions in Norvegia, c’è stato il colpaccio della Juventus, un 3-2 maturato in modo rocambolesco, ma contro l’Inter l’incubo è tornato. Il Bodo è una piccola Norvegia, senza Haaland, ma con un copione eccellente, un gruppo di giocatori di discreta qualità e una condizione fisica straordinaria. Negli ultimi trenta minuti della sfida del Meazza, il Bodo ha corso in leggerezza. L’Inter ha pagato l’assenza di Lautaro, la serata-no di Thuram, l’assenza di un trequartista per dare verticalità al gioco, i limiti del centrocampo. L’uomo dell’ultimo passaggio, ispiratore dei momenti di maggior pericolosità, è Dimarco, un esterno. In Italia può funzionare, ma in Europa non basta. Quando mettiamo il naso fuori casa, vengono a galla i limiti del nostro campionato e, in particolare, di giocatori che all’interno dei nostri confini sono glorificati come campioni. La stroncatura dell’Inter rappresenta la stroncatura del nostro calcio. Fa male, ma bisogna prenderne atto. La nostra squadra migliore si è fermata ai playoff, come un Qarabag qualsiasi. Questi siamo. I salmonari, sentitamente, ringraziano.


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