Bocciata la mozione per far gareggiare gli altoatesini con la bandiera della Provincia di Bolzano al posto del Tricolore – Cronaca
BOLZANO. È stata respinta a larga maggioranza, ieri 4 febbraio, la mozione presentata in Consiglio provinciale dal gruppo consiliare Südtiroler Freiheit che chiedeva di far gareggiare gli atleti altoatesini con la bandiera della Provincia di Bolzano al posto del Tricolore.
In una nota, il vicepresidente della Provincia Marco Galateo ha definito l’iniziativa “la solita provocazione anti-italiana”, sottolineando che la proposta è arrivata a pochi giorni dall’avvio delle gare olimpiche, che vedranno numerosi atleti altoatesini indossare la divisa della Nazionale azzurra.
Galateo richiama inoltre un progetto culturale promosso dalla Provincia di Bolzano, dedicato allo sport altoatesino degli ultimi 25 anni: un documentario e una mostra itinerante che raccontano, in modo plurale e inclusivo, atleti italiani, tedeschi e ladini, ciascuno nella propria madrelingua.
Il vicepresidente evidenzia infine il dato politico, sostenendo che mentre famiglie e imprese affrontano caro vita e sicurezza, i partiti secessionisti alimentano divisioni con battaglie ideologiche. “Lo sport unisce, il secessionismo divide”, conclude la nota, definendo la bocciatura della mozione “una vittoria del buon senso”.
La nota integrale di Galateo
ll gruppo consiliare dei Südtiroler Freiheit ha presentato oggi in Consiglio provinciale una mozione per far gareggiare gli atleti altoatesini con la bandiera della Provincia di Bolzano al posto del Tricolore. La solita provocazione anti-italiana, a pochi giorni dall’inizio delle gare olimpiche che vedranno tanti atleti altoatesini indossare orgogliosamente la divisa della Nazionale azzurra. Il documento, non poteva essere diversamente, e’ stato respinto a larga maggioranza dall’aula.
Fa però riflettere che questa iniziativa arrivi proprio mentre la Provincia ha promosso un importante progetto culturale dedicato allo sport altoatesino degli ultimi 25 anni, raccontato attraverso un documentario e una mostra itinerante con protagonisti atleti italiani, tedeschi e ladini. Un racconto plurale, inclusivo, ognuno nella propria madrelingua, che valorizza tutte le identità senza bisogno di contrapporle.
Il dato politico eclatante, però, è questo: mentre famiglie e imprese fanno i conti ogni giorno con i problemi di caro vita e sicurezza, i soliti partiti secessionisti preferiscono perdere tempo con provocazioni ideologiche buone solo per alimentare divisioni.
Lo sport dovrebbe essere esattamente l’opposto: uno spazio di incontro, di vicinanza e di fratellanza, dove persone con lingue diverse condividono gli stessi valori e lo stesso orgoglio di far parte di qualcosa di più grande. Nessuno dei nostri sportivi si è mai sentito violato nella propria identità indossando i colori della Nazionale: essere orgogliosamente altoatesini è perfettamente compatibile con l’essere orgogliosamente italiani.
La Provincia investe molto nello sport, ma esistono anche strutture nazionali, Esercito, Forze dell’Ordine, che permettono ai nostri atleti di competere a livello internazionale e olimpico: di tutto questo dovremmo essere fieri, invece di inseguire battaglie ideologiche che parlano a un passato superato.
Lo sport unisce, il secessionismo divide. E la bocciatura di questa mozione è una vittoria del buon senso.




