bloccati dai carabinieri e arrestati

Il mondo della malavita specializzata in furti di rame non è più un’esclusiva dell’etnia nomade. La conferma arriva dall’area al confine tra le province di Padova e Verona dove due italiani sono stati sorpresi in flagranza durante il reato. Nel corso della mattinata del 13 giugno a Roveredo di Guà in provincia di Verona, non distante dal comune di Montagnana nel padovano, i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Este coordinati dal luogotenente Davide Agnello, unitamente ai colleghi della stazione di Casale di Scodosia, hanno arrestato in flagranza due cittadini italiani, di 33 e 35 anni. I due residenti nella Bassa Padovana e già noti alle forze dell’ordine per vari reati, sono ritenuti responsabili del reato di furto aggravato di rame in concorso tra loro.
L’operazione è nata da una segnalazione pervenuta alla linea 112 da parte di un tecnico di “E-Distribuzione” il quale, recatosi nei pressi di una cabina elettrica situata nell’area di un ex prosciuttificio a limite del territorio tra le province di Padova e Verona al fine di individuare un non meglio precisato guasto causa di interruzioni dell’energia elettrica, ha notato all’esterno la presenza di una Volvo e udito rumori continui, come se qualcuno stesse “operando” all’interno dei locali tecnici.
L’operatore della centrale operativa, intuendo quanto stava verosimilmente accadendo, ha inviato sul posto due equipaggi, rispettivamente della stazione di Casale di Scodosia e dell’Aliquota Radiomobile. Cinturata la zona e adottate le cautele del caso, i militari, dopo una rapida ispezione, hanno cinturato l’immobile e colto due uomini intenti ad accumulare tubi di rame e cavi elettrici di vario diametro. Si è successivamente appurato che proprio l’asportazione del materiale, attività peraltro assai rischiosa se condotta da personale non specializzato, era stata la causa dell’interruzione di energia elettrica nella zona. Il rame sottratto, per un peso di oltre 100 chili e un valore di circa mille euro, già accatastato, stava per essere caricato su un’auto privata parcheggiata all’esterno dell’area, con il baule aperto.
I due fermati, che non hanno opposto alcuna resistenza al controllo, dichiarati in stato di arresto, su disposizione della Procura della Repubblica di Verona sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Este, in attesa dell’udienza di convalida. Nel corso dell’udienza, svoltasi nella mattinata odierna, il Giudice ha convalidato l’arresto e applicato per entrambi gli indagati la misura dell’obbligo di firma bisettimanale presso le Stazioni Carabinieri di Este e Montagnana.
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