Marche

bloccate di notte al Pronto soccorso di Torrette, mancano barelle e posti letto


ANCONA Le barelle sono finite, i posti letti scarseggiano e le ambulanze del 118 restano bloccate in pronto soccorso. Notte da dimenticare quella tra venerdì e ieri all’ospedale regionale di Torrette dove 6 ambulanze del 118 riconducibili al circuito dell’Anpas e della Croce Rossa sono rimaste bloccate sia nella cosiddetta “camera calda” sia lungo la rampa che conduce proprio al pronto soccorso.

 

Le sofferenze

Mezzi bloccati per la mancanza di barelle e per una scarsità di posti letti. Una serata da incubo: basti pensare che attorno alle 21 è andata in sofferenza anche la sala emergenza e che i codici verdi che avevano un tempo di attesa attorno alle 8 ore. Nonostante gli sforzi del personale medico e infermieristico impiegato al triage, non c’è stato nulla da fare per diminuire i disagi. Il Pronto soccorso di un ospedale regionale dovrebbe avere una ricettività completamente diversa e invece le barelle dove appoggiare gli ammalati scarseggiano, buona parte delle carrozzine sono rotte o prive di pedane e, come se non bastasse, la penuria di posti letto e il calo delle dimissioni negli altri reparti non può che bloccare il sistema.

Un reparto, quello del Pronto soccorso, dove si fronteggia ogni tipo di emergenza, dai casi sociali agli abusi etilici, ma c’è anche chi è alla ricerca di un elettrocardiogramma o manifesta una semplice influenza con qualche linea di febbre. Quello che purtroppo manca è un prefiltraggio da parte della medicina di base, categoria alle prese con una serie di criticità. Una cosa è certa: le ambulanze, spesso ferme al Pronto soccorso per ore, stanno creando a cascata una serie di problemi sul territorio.

In piccole realtà come Camerano, Sirolo, Numana o Montemarciano, tanto per fare un esempio, tenere un mezzo bloccato in Pronto soccorso significa avere il territorio scoperto e in caso di emergenza non resta che attendere l’arrivo di un’ambulanza da postazioni limitrofe, quando invece la tempestività di un soccorso a volte può davvero salvare la vita. In questo contesto si registrano anche problemi legati al volontariato che nell’ambito del trasporto sanitario svolge un ruolo fondamentale. Sempre più spesso infatti molti volontari preferiscono non coprire turni con il 118: il rischio infatti è quello di ritrovarsi ad ospedalizzare a Jesi, Senigallia ed Osimo o peggio ancora rimanere bloccati in Pronto soccorso per ore, magari a fine turno come accaduto la scorsa notte.




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