Blitz antidroga a Reggio Calabria: 32 arresti, smantellata la centrale dello spaccio tra Calabria e la provincia di Messina I NOMI | VIDEO
Un’operazione imponente, scattata alle prime luci dell’alba, ha inferto un duro colpo al traffico di stupefacenti tra la Calabria e la Sicilia. Gli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale reggino, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). Il bilancio è di 32 persone colpite dai provvedimenti: 31 sono finite in carcere, mentre per una è stata disposta la misura degli arresti domiciliari.
Le accuse contestate a vario titolo sono gravissime: associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e commercio di droga, e violazione delle norme in materia di armi.
I nomi degli indagati
BEVILACQUA Patrizio, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 22/09/1987;
BEVILACQUA Massimo, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 01/10/1976;
BEVILACQUA Leo, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 10/06/2002;
BEVILACQUA Antonio cl. 65, nato a Reggio Calabria il 28/02/1965;
ABBRUZZESE Davide, nato a Reggio Calabria il 29/06/2004;
IZZO Jessika Caterina, nata a Reggio Calabria il 08/11/1993;
BELFIORE Antonio, nato a Reggio Calabria il 11/02/2000;
MISERRAFITI Antonino, nato a Reggio Calabria il 24/11/1978;
IAMONTE Francesco Carmelo, nato a Reggio Calabria il 11/12/2003;
ABBRUZZESE Damiano Fabio, nato a Reggio Calabria il 24/06/1998;
TRIPODI Christian Pio, nato a Reggio Calabria il 01/11/2001;
CARIDI Fabrizio, nato a Roma il 25/03/1991;
BEVILACQUA Alberto Antonio, nato a Reggio Calabria il 22/11/2004;
BEVILACQUA Pio Costantino, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 29/03/2004;
CURATOLA Alessio, nato a Reggio Calabria il 30/08/1996;
АМАТO Daniela, nata a Reggio Calabria il 13.02.2006;
АМАTO Maria Immacolata, nata a Rosarno (RC) il 03/12/1969;
BERLINGERI Benito, nato a Lamezia Terme (CZ) il 15/11/1994;
BEVILACQUA Damiano, nato a Reggio Calabria il 05/09/1977;
BEVILACQUA Domenico, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 15/11/1977;
BEVILACQUA Martina, nata a Catanzaro il 24/07/2001;
BEVILACQUA Mario, nato a Reggio Calabria il 21/10/1980;
POZZO Vincenza, nata a Reggio Calabria il 30/10/1977;
CICCO Domenico, nato a Reggio Calabria il 25/04/1977;
CATANESE Francesco, nato a Scilla (RC) il 09/03/1965;
IANNO’ Alfonsa Giorgia, nata a Reggio Calabria il 21/06/1997;
SAPONE Francesco, nato a Reggio Calabria il 09/09/1969;
RIZZO Rocco, nato a Reggio Calabria il 20/02/1989;
BERLINGERI Massimo, nato a Reggio Calabria il 02/10/1981;
BERLINGERI Giovanni, nato a Reggio Calabria il 30/01/1982.
Le aggravanti: minori sfruttati e spaccio vicino alle scuole
Il quadro delineato dal Giudice per le Indagini Preliminari in questa fase cautelare rivela un’allarmante spregiudicatezza. Tra le diverse aggravanti riconosciute spiccano la disponibilità di armi da parte del gruppo criminale e l’induzione a commettere reati di persone tossicodipendenti o con problemi di psicosi.
Ma il dato più inquietante riguarda i canali di destinazione della droga: le sostanze venivano consegnate a soggetti affetti da infermità o deficienza psichica e, fatto ancora più grave, a minorenni di 18 e persino di 14 anni. A fare da cornice a questo scenario, la vicinanza strategica di una delle piazze di spaccio a una scuola primaria.
L’asse Catona-Marconi: dallo stoccaggio al dettaglio
Le indagini, avviate nel 2023, hanno permesso di ricostruire la struttura e la filiera del gruppo. Il primo nucleo operativo è stato individuato nella frazione Concessa di Catona, nella periferia nord di Reggio Calabria. Qui la banda era specializzata nello stoccaggio e nel commercio all’ingrosso di ingenti partite di droga. La merce veniva occultata in un casolare abbandonato, costantemente sorvegliato dai sodali, per poi essere confezionata sul posto e distribuita non solo a Reggio Calabria, ma anche nelle province siciliane di Messina e Agrigento.
Tra i principali clienti della centrale di Catona vi erano alcuni soggetti del rione Marconi. Questo gruppo era riuscito a strutturare una vera e propria “centrale del mercato al dettaglio” all’interno di un condominio di via Sbarre Superiori.
Un’azienda dello spaccio: turni di servizio e 3.000 euro al giorno
I numeri della piazza di spaccio del rione Marconi descrivono un’attività industriale: attiva 24 ore su 24, capace di offrire ogni tipo di sostanza stupefacente, registrava picchi di 300 clienti al giorno per un giro d’affari medio stimato intorno ai 3.000 euro giornalieri.
Secondo il provvedimento cautelare, l’organizzazione era gerarchica e manageriale. Ogni fase era pianificata nei dettagli, con ruoli ben definiti e retribuiti in base alla mansione. I vertici avevano persino stabilito dei veri e propri “turni di servizio”. In questo ingranaggio, i ruoli più operativi venivano spesso affidati a ragazzini minorenni, talvolta anche minori di 14 anni, che si muovevano nel quartiere senza sosta, garantendo flessibilità e copertura alla banda.
Il condominio-fortezza e i “cavalli di ritorno”
Il controllo del gruppo sul condominio di via Sbarre Superiori era totale e militare. Gli indagati, forti della disponibilità di armi, avevano letteralmente monopolizzato uno dei principali accessi dell’edificio, sbarrandolo agli altri condomini per destinarlo all’uso esclusivo degli acquirenti. Erano state persino effettuate modifiche strutturali all’architettura originaria dell’immobile per facilitare le attività illecite, il tutto protetto da un sofisticato sistema di videosorveglianza per blindare la zona da eventuali controlli delle Forze dell’Ordine.
Oltre alla droga, l’organizzazione gestiva anche il racket delle estorsioni automobilistiche attraverso il metodo del cosiddetto “cavallo di ritorno”: i cittadini subivano il furto dell’auto e si vedevano costretti a rivolgersi ai membri della banda per poterla riscattare e recuperare.
Il bilancio finale
L’alto livello di degrado e la pervasività di questa piazza di spaccio nel quartiere Marconi avevano già sollevato a più riprese l’interesse dei media locali e nazionali. L’inchiesta della Squadra Mobile si chiude – per il momento – con un pesante bilancio investigativo: durante tutta l’attività di indagine sono stati sequestrati complessivamente circa 40 kg di sostanze stupefacenti di varia natura.
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