Bitonto, incendiarono un locale per evitare la concorrenza
Due incendi, a distanza di tre mesi l’uno dall’altro, per eliminare la concorrenza nella Bitonto by night. Una storia di violenza ed economia sporca, che si intreccia a un altro traffico, quello di auto rubate, cannibalizzate e rivendute, con la complicità di un carabiniere. È quello che il pm antimafia di Bari Fabio Buquicchio contesta a 7 persone, e in particolare ad Antonio Rizzi, 58enne bitontino, accusato in concorso con suo nipote di aver dato fuoco il 16 aprile e il 20 luglio 2019 al bar ‘La Boteguita’, che due ragazze del posto stavano per aprire e che hanno così perso i risparmi di una vita.
Il nuovo locale, secondo quanto contesta la Dda sulla base di indagini condotte dal commissariato di Bitonto, avrebbe interferito con gli affari di Rizzi, titolare del bar Gota, uno dei pochi aperti di notte. Già un altro locale, l’Egemonia, era stato dato alle fiamme e gli inquirenti sospettano anche in questo caso la responsabilità di Rizzi, Le indagini, basate anche su intercettazioni e sulle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, ricostruiscono anche un altro episodio a carico del 58enne vicino al clan Capriati, e cioè le minacce nei confronti del titolare di una ditta di recupero mezzi, la cui officina viene poi bruciata. Rizzi infatti, oltre ad essere proprietario del bar, è anche custode giudiziario e avrebbe gestito in maniera monopolistica il recupero dei mezzi con carri attrezzi, per conto della pubblica amministrazione. Il modus operandi, ritengono gli investigatori, sarebbe stato sempre quello di incendiare i beni dei concorrenti.
Nell’inchiesta c’è poi il filone relativo alle auto rubate, i cui pezzi sarebbero stati poi rimontati su altre auto che sarebbero state rivendute. Rizzi e il brigadiere Vincenzo Ciaccia (ora in congedo perché destinatario di una misura cautelare per tentata estorsione con metodo mafioso e armi) rispondono di riciclaggio. Ciaccia anche di falso, relativamente a un verbale di ritrovamento di un’auto. La prossima udienza del processo, dinanzi al tribunale di Bari, si terrà il 6 maggio.




