Abruzzo

“Bisogna investire sulle politiche sociali”


Non solo controlli e misure di sicurezza urbana, per contrastare la violenza occorre investire anche nelle politiche sociali. È quello che afferma la consigliera comunale di opposizione Dora Anna Bendotti (Lanciano in Comune).

“Dagli ultimissimi fatti avvenuti in centro, fino agli episodi nelle zone periferiche, la nostra città sta vivendo un momento che non può essere ignorato – afferma Bendotti, che è stata assessore alle politiche sociali – È importante affrontare la questione con lucidità e responsabilità. La violenza è un fenomeno complesso, che affonda le sue radici in molteplici fattori: disagio sociale, fragilità economiche, solitudine, mancanza di opportunità educative e lavorative, ma anche una crescente difficoltà nel dialogo tra generazioni e culture diverse. Le istituzioni stanno rafforzando i controlli e annunciano nuove misure per la sicurezza urbana. Tuttavia, la risposta non può essere esclusivamente repressiva”.

“Se è vero che la presenza sul territorio è importante, è altrettanto vero che senza un solido investimento in politiche sociali ogni intervento rischia di essere solo temporaneo – sottolinea la consigliera di minoranza – Servono politiche sociali strutturate e continuative, capaci di sostenere le fasce più fragili della popolazione e di prevenire le situazioni di marginalità. Investire nei servizi sociali, potenziare i centri di ascolto, garantire sostegno psicologico accessibile, rafforzare i percorsi di inclusione lavorativa e contrastare la dispersione scolastica non sono azioni secondarie: sono il cuore di una strategia efficace contro la violenza. Particolare attenzione deve essere rivolta ai giovani. Non bastano interventi occasionali o progetti a termine: occorre una visione a lungo termine che promuova spazi di aggregazione sicuri e in zone ‘particolarmente a rischio’, attività sportive e culturali diffuse nei quartieri, tutoraggio educativo e percorsi di accompagnamento al lavoro. Dare opportunità significa offrire alternative concrete e costruire fiducia. Allo stesso tempo, le famiglie devono essere sostenute con strumenti adeguati, perché spesso sono il primo presidio educativo ma anche il primo luogo in cui emergono fragilità economiche e sociali”.

“La sicurezza, dunque, non è solo controllo, ma soprattutto coesione sociale – continua Bendotti – È il risultato di una rete che funziona: istituzioni presenti, politiche sociali efficaci, associazioni attive e cittadini partecipi. Oggi più che mai, diventa fondamentale che un’amministrazione responsabile sappia ridefinire le proprie priorità, concentrandosi con decisione sugli investimenti sociali e lasciare almeno per un attimo le ‘prese di posizione’ e discussioni legate solo a ruoli e poltrone da difendere o assegnare. Mi rivolgo soprattutto al sindaco Filippo Paolini e all’assessore Cinzia Amoroso: destinare risorse alla prevenzione, all’educazione, al sostegno alle famiglie e ai giovani non è una scelta accessoria, ma una strategia lungimirante. È da qui che passa la costruzione di una città più sicura, più giusta e più coesa: mettendo al centro le persone e investendo nel loro futuro”.


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