Economia

Biometano, l’Ue supera gli 8 miliardi di metri cubi di capacità produttiva


Il settore europeo del biometano ha raggiunto un nuovo traguardo. Per la prima volta la capacità produttiva installata ha superato gli 8 miliardi di metri cubi (bcm), raggiungendo 8,2 bcm alla fine del secondo trimestre del 2026, con un incremento di oltre 1 miliardo di metri cubi (+17%) rispetto al 2025.

È quanto emerge dalla settima edizione della European Biomethane Map, pubblicata da Gas Infrastructure Europe (Gie) e dalla European Biogas Association (Eba), che censisce impianti operativi in 26 Paesi europei, confermando la continua espansione del mercato europeo del gas rinnovabile.

Nell’ultimo anno gli impianti di biometano sono passati da 1.678 a 1.974, con 327 nuove installazioni entrate in esercizio. Un’accelerazione che, secondo Gie, dimostra come il biometano non sia più una tecnologia emergente ma una componente sempre più strutturale del sistema energetico europeo. Oggi l’86% degli impianti è già collegato alla rete del gas, consentendo al combustibile rinnovabile di raggiungere consumatori anche oltre i confini nazionali.

“Sfruttando le infrastrutture esistenti possiamo collegare produzione e domanda, rafforzare la sicurezza energetica e valorizzare il potenziale dei gas rinnovabili”, ha dichiarato Lucie Boost, segretaria generale di Gie.

Anche secondo Harmen Dekker, amministratore delegato della European Biogas Association, il biometano è destinato a svolgere un ruolo sempre più importante nella sicurezza energetica e nella decarbonizzazione. Per accelerarne la diffusione, però, sarà necessario semplificare l’accesso alle biomasse sostenibili, ridurre i tempi autorizzativi e armonizzare i sistemi europei di certificazione e scambio.

La crescita, infatti, resta disomogenea. Mentre alcuni Paesi dispongono già di mercati maturi, altri stanno appena iniziando a sviluppare il settore. Per Gie la sfida non è più aumentare soltanto la capacità produttiva, ma costruire un mercato europeo integrato, capace di trasportare il biometano dalle aree rurali, dove viene prodotto, ai principali poli urbani e industriali dove si concentra la domanda.

Per sostenere questa nuova fase di sviluppo, l’associazione individua quattro priorità: garantire un quadro stabile per gli investimenti, accelerare il potenziamento delle infrastrutture, armonizzare le Garanzie d’Origine e rendere più trasparenti le condizioni di accesso alle reti e al Meccanismo europeo per il biometano.

Secondo Gie ed Eba, solo con regole più uniformi e un mercato realmente integrato il biometano potrà contribuire in misura crescente alla sicurezza energetica, alla competitività e agli obiettivi climatici dell’Unione europea.


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