Friuli Venezia Giulia

Bini, ‘crescita turistica per Gradisca’

19.01.2026 – 15.30 – “Gradisca d’Isonzo ospita ormai stabilmente una media di oltre 55 mila presenze turistiche l’anno. Sono dati in netta crescita rispetto al pre-Covid (+70 per cento, erano 32.274 le presenze nel 2019), grazie anche alle ricadute di GO!2025. La vicinanza con l’aeroporto di Ronchi di Legionari e il calendario e l’accoglienza diffusi che hanno caratterizzato la Capitale europea della Cultura 2025 hanno garantito un afflusso di visitatori su tutto il territorio circostante Gorizia. La crescita turistica di Gradisca attesta i risultati che si possono ottenere facendo sistema, mettendo in rete i territori e valorizzando le peculiarità di ciascuno”.

È il commento dell’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini, che oggi ha incontrato il sindaco di Gradisca d’Isonzo, Alessandro Pagotto, assieme all’assessore al Turismo, Marco Zanolla, e all’assessore alle Attività produttive, Paola Coccolo.

Al centro dell’incontro, le potenzialità di sviluppo dal punto di vista turistico della località: “Come Amministrazione regionale – specifica Bini – siamo sempre aperti al confronto, soprattutto quando c’è la volontà di lavorare su progettualità condivise, facendo squadra anche con i territori limitrofi e con PromoTurismoFVG“.

Assieme ai rappresentanti dell’Amministrazione comunale, l’assessore ha passato in rassegna i punti di forza del territorio. Gradisca d’Isonzo fa parte dei borghi più belli d’Italia, è una città d’arte riconosciuta, grazie anche alla presenza della Galleria d’Arte Contemporanea Luigi Spazzapan, vanta una cinta muraria del Quattrocento e soprattutto può contare sulla vicinanza di un ambiente naturale unico, quello del fiume Isonzo, vocato anche alla produzione vitivinicola d’eccellenza e interconnesso con la rete delle ciclovie regionali. A tutto questo, da poco più di un anno si è aggiunta l’acquisizione del Castello da parte del Comune, con la conseguente valorizzazione dei camminamenti.

“Gradisca d’Isonzo – ha concluso Bini – ha le caratteristiche per intercettare le nuove esigenze del visitatore, sempre più interessato a forme di turismo lento, a contatto con la natura e basato su esperienze autentiche”.

[c.s.] [a.a.]




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