Bimbo trapiantato, il ministro Schillaci: «Confidiamo ancora in una soluzione» – Cronaca
ROMA. “Ci vuole prudenza, dobbiamo aspettare i risultati. Abbiamo fiducia nella magistratura e nei carabinieri dei Nas. Gli ispettori del ministero faranno – come hanno sempre fatto in tante situazioni – il loro dovere. Poi trarremo le conclusioni. Per il momento, siamo vicini al bambino, alla sua famiglia e speriamo ancora che si possa trovare una soluzione per questo piccolo paziente che sta soffrendo”. Così il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervistato da RaiNews24, sulla vicenda del bambino che ha subito il trapianto di un cuore danneggiato.
Il ministro ha ribadito più volte la necessità di fare chiarezza: bisogna “capire cosa è successo per non far perdere la fiducia dei cittadini verso un atto di grande altruismo che è quello di donare”, ha detto.
Poi il ministro ha espresso il timore di “un effetto rebound”, ovvero un ‘effetto rimbalzo’ in senso peggiorativo, sul sistema trapianti.
Negli ultimi anni, ha ricordato il ministro “abbiamo fatto campagne e il risultato è stato evidente perché il numero di donazioni è aumentato in molte Regioni. Vogliamo continuare su questa strada”, ha detto. Perché ciò avvenga, tuttavia, “è importante fare chiarezza e togliere ogni dubbio”, ha proseguito Schillaci. “La sanità pubblica italiana è un’eccellenza e dobbiamo far sì che i cittadini continuino ad averne fiducia e che chi compie un atto così nobile, come quello di donare un organo, sappia che quell’organo verrà usato nel miglior modo possibile per salvare vite, come è accaduto fino a oggi”, ha aggiunto il ministro.
Infine, nei confronti dei medici e del presunto ritardo nel comunicare la notizia dell’organo danneggiato alla famiglia: “Credo che ci voglia sempre chiarezza, trasparenza e lealtà nei confronti di chi si affida a un medico e di chi si affida al servizio sanitario nazionale”, ha concluso Schillaci. “Lealtà e chiarezza da parte dei medici” sono necessari “anche quando le cose e gli interventi non hanno il risultato che tutti sperano”.




