Bimbo lasciato a piedi dal bus, M5S e AVS: Altro fallimento olimpico

Ha destato indignazione a tutti i livelli la vicenda del bambino di 11 anni lasciato a piedi dal conducente del bus della linea Calalzo-Cortina della Dolomiti Bus perché non in possesso del corretto biglietto. Mentre la società ha sospeso l’autista e la procura di Belluno ha aperto un’inchiesta, dalla politica arrivano commenti indignati che aggiungono questo episodio alla lista delle cose che non stanno funzionando in vista di Milano Cortina 2026, che inizieranno tra una settimana.
Cappelletti e Lando (M5S): due bambini simbolo di un fallimento organizzativo e morale

Enrico Cappelletti, deputato M5S Veneto e Barbara Lando, coordinatrice provinciale M5S di Belluno sulla vicenda hanno diffuso un comunicato nel quale raccontano come due immagini di bambini spieghino meglio di qualsiasi dato il disastro organizzativo e politico delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. I due esponenti del M5S accomunano la vicenda dell’undicenne abbandonato dal bus a quella di “un bambino di 5 anni arrestato in USA dall’ICE, la famigerata agenzia para-militare statunitense”, che, secondo quanto emerso, collaborerà alla sicurezza delle Olimpiadi in Italia. “Questi episodi – commentano Cappelletti e Lando – si inseriscono in un evento segnato da un numero impressionante di cantieri incompiuti e da costi complessivi lievitati fino a circa 7 miliardi. Praticamente tutte le opere hanno registrato aumenti esorbitanti.” Aveva già suscitato profonda indignazione, si legge ancora nel testo, il fatto che parte dei fondi destinati alle Olimpiadi fosse stata sottratta al Fondo per le vittime di mafia, usura e agli orfani di femminicidio. “Ma far ricadere il peso di sprechi e scelte sbagliate perfino su un bambino di 11 anni e affidare parte della sicurezza dell’evento a una forza para-militare con un passato di violenze inaudite, rappresenta un punto di non ritorno. Di fronte a tutto questo – concludono i due Cinque Stelle -, gli organizzatori di Milano-Cortina 2026 si assumano le proprie responsabilità e rendano conto pubblicamente di scelte che stanno trasformando un evento sportivo internazionale in una kermesse di sprechi, ingiustizie e vergogna”.
Cunegato (AVS): “Si è speso tanto per le opere olimpiche ma poco per i servizi alla montagna”

Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio Regionale, sulla vicenda del ragazzino appiedato chiama in causa la Regione Veneto: “Ho letto che il consigliere Luca Zaia chiede chiarezza: bene, la pretendiamo anche noi. Chiediamo però che Zaia e la Regione ci spieghino anche perché si sono spesi decine e centinaia di milioni di euro per opere olimpiche inutili e dannose per la montagna bellunese, invece di investirli per servizi fondamentali come il trasporto pubblico locale.”
Cunegato, dopo aver ribadito che episodi come questo non si devono più ripetere, auspicando lo stanziamento di risorse per la gratuità dei trasporti scolastici, allarga il discorso agli sprechi collegati alle Olimpiadi: “Da anni denunciamo gli assurdi sprechi come la pista da bob, che tra l’altro è ancora un cantiere aperto. Le gare si potevano fare a Innsbruck senza devastare Cortina. La cabinovia di Socrepes non sarà pronta per le Olimpiadi, come molte altre opere che vedranno la luce, forse, mesi dopo la fine dei Giochi: come Avs lo abbiamo denunciato a Bruxelles, con l’europarlamentare Cristina Guarda, e a Roma, con la deputata Luana Zanella, oltre che a Venezia in consiglio regionale. Il vicepremier Salvini – ribadisce Cunegato – ci chiama il ‘partito del no’, ma intanto i costi sono esplosi, la montagna è devastata e i servizi essenziali restano al palo”.
Baldan (M5S): «La Regione come intende evitare simili episodi in futuro?»

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Veneto Flavio Baldan ha depositato un’interrogazione alla Giunta per chiedere come intenda agire affinché non capitino più casi di bambini abbandonati perché sprovvisti del giusto biglietto: «Costringere un bimbo a camminare per 6 chilometri nella neve fino a casa, dove è logicamente arrivato in stato di ipotermia -afferma il consigliere- non può essere considerato un altro “effetto collaterale” degli imminenti Giochi di Cortina. In primo luogo perché non viene data alcuna giustificazione sostenibile del vertiginoso aumento del titolo di viaggio in questo periodo, quadruplicato da 2.50 euro a ben 10. Poi perché i diritti delle persone, come quello alla mobilità, non possono essere sacrificati all’altare delle grandi opere ed eventi, a maggior ragione se si tratta dell’infanzia».
Baldan si rivolge all’esecutivo regionale poiché, precisa: «Compete alla Regione definire i livelli di servizio e ripartire i finanziamenti agli enti locali subordinati. Pertanto non può esimersi dal prendere posizione riguardo questo increscioso episodio, non certo il primo che coinvolge l’organizzazione generale di Milano Cortina 2026, la quale si sta mostrando ogni giorno assai approssimativa e forzata». Anche l’esponente del M5S cita i ritardi nella consegna delle infrastrutture, oltre alla tragedia del decesso per assideramento dell’operaio di guardia notturna allo stadio del ghiaccio, le scarse dotazioni al personale di Protezione Civile e le note difficoltà di connessione viaria, ferroviaria e aeroportuale con le zone di gara, senza contare l’altro “effetto parallelo” relativo ai trasporti, con decine di conducenti mobilitati da altre province, lasciando sguarnite intere tratte.
A proposito del trasporto scolastico, Baldan ha ricordato che durante la scorsa legislatura il Movimento 5 Stelle aveva peraltro depositato un disegno di legge regionale dal titolo “Diritto alla mobilità sostenibile e all’accesso al trasporto pubblico locale per le giovani generazioni”, finalizzato alla copertura del trasporto pubblico per studentesse, studenti e giovani generazioni con ISEE non superiore a 30mila euro: «Mentre altre Regioni, come la vicina Emilia Romagna, sono da tempo avviate in questa direzione -conclude Flavio Baldan- il Veneto continua a penalizzare la popolazione giovanile e le fasce meno abbienti, e quindi a non attuare pienamente la Costituzione».
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