Salute

Bimbi del bosco, Salvini propone legge contro sottrazione minori ai genitori

Il caso dei “bambini del bosco” – ospitati in una comunità dopo la sospensione della responsabilità genitoriale di madre e padre – continua ad alimentare il dibattito politico e istituzionale in Italia. Mentre al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila si attendono gli ispettori inviati dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha annunciato la presentazione di un disegno di legge della maggioranza per limitare l’allontanamento dei minori dalle famiglie ai soli casi più estremi. È da settimane che gli esponenti di centrodestra – premier inclusa – criticano le decisione dei magistrati.

Intervenendo alla trasmissione Ore 14 su Rai 2, il leader della Lega ha dichiarato che il provvedimento mira a rafforzare il principio secondo cui la sottrazione dei figli ai genitori deve rappresentare l’ultima soluzione possibile. “Parlo da papà. Se questi sono i presupposti, ciò che succede con la famiglia del bosco può accadere a qualsiasi famiglia. Il mio obiettivo è riunire questa famiglia. Oggi verrà presentata una proposta di legge della maggioranza per limitare solo ai casi più estremi la sottrazione di minori. Altrimenti portare via i bambini sarà una scelta che dovrà passare da un parere preventivo di esperti indipendenti. Inoltre oggi in Senato c’è in discussione il disegno di legge sulla tutela dei minori in affidamento. Ci sono circa 30mila minori in comunità, 17mila minori in affido presso famiglie, e 345mila minori seguiti dal servizio sociale. Vogliamo mettere ordine in quella che è una giungla, in cui mi viene il dubbio anche economicamente se non ideologicamente, qualcuno abbia interesse a continuare a rimanere nel buio” ha dichiarato il vicepremier.

L’inizio del caso

Vale la pena ricorda che la coppia dal 2021 viveva con tre figli piccoli in un casolare isolato a Palmoli, senza acqua corrente, elettricità, riscaldamento né servizi igienici. I bambini non frequentavano la scuola, non avevano assistenza pediatrica né vaccinazioni e non parlavano italiano. Nel settembre 2024 la famiglia si era intossicata con funghi raccolti dal padre ed è stata soccorsa casualmente da un vicino. In ospedale i genitori avevano rifiutato alcune cure per i figli, episodio che aveva fatto partire le segnalazioni alle autorità.

Carabinieri e servizi sociali hanno parlato di una situazione di forte trascuratezza e i servizi sociali hanno proposto diversi percorsi di supporto, tra cui ristrutturare la casa, garantire cure mediche e inserire i bambini in un percorso educativo. Nel tempo sono state offerte alla famiglia diverse soluzioni abitative gratuite e aiuti concreti per migliorare le condizioni di vita, ma le proposte sono state rifiutate.

Nel 2025 il tribunale ha quindi sospeso la responsabilità genitoriale e collocato i bambini in una casa famiglia insieme alla madre. Successivamente, secondo quanto riportato dagli operatori della struttura, il comportamento della madre sarebbe stato conflittuale e avrebbe generato tensioni anche tra i bambini e il personale educativo. Per questo motivo il tribunale ha deciso di separare la madre dai figli e trasferire i minori in un’altra struttura. L’ipotesi più accredita è che i figli possano essere affidati al padre che ha dimostrato una minore rigidità e più collaborazione verso gli esperti che si occupano del benessere dei bambini. Uno dei quali aveva una bronchite non curata al momento dell’ingresso nella casa famiglia di Vasto.

L’escalation dopo la decisione del tribunale

Le polemiche sono esplose nuovamente dopo la decisione, presa venerdì scorso dal tribunale dei minori dell’Aquila, di allontanare la madre dalla struttura protetta in cui si trovava e trasferire i figli in un’altra collocazione. La vicenda ha provocato una nuova ondata di tensioni e attacchi sui social contro la presidente del tribunale, Cecilia Angrisano, già in passato bersaglio di minacce. Per questo motivo è stata rafforzata la vigilanza nei suoi confronti. In una nota congiunta, Angrisano e il procuratore minorile David Mancini sono stati costretti a ribadire che “ogni iniziativa giudiziaria è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età”, condannando al tempo stesso i “toni aggressivi e non continenti” apparsi sui social.

A loro sostegno è intervenuto anche Claudio Cottatellucci, presidente dell’Associazione italiana magistrati per i minorenni e per la famiglia, che ha parlato di “violenza verbale inaccettabile”. Secondo Cottatellucci, i provvedimenti dei giudici, pur non essendo infallibili, seguono “criteri legali molto precisi e stringenti” e possono essere impugnati. “I bambini non sono dello Stato e non sono dei genitori: sono soggetti autonomi, titolari di diritti”, ha aggiunto.

Le ispezioni e il fronte politico

Nel frattempo al tribunale dell’Aquila è atteso l’arrivo degli ispettori del ministero della Giustizia per completare l’istruttoria e valutare eventuali azioni disciplinari sui magistrati coinvolti nel procedimento. Sul piano politico, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha osservato che “l’interesse superiore dei minori è che stiano il più possibile con i genitori”, sottolineando che la situazione appare critica anche perché i bambini stanno ricevendo un supporto psicologico continuo. Anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha criticato la decisione del tribunale, definendo “inaccettabile la scelta di separare la famiglia”. Un fronte compatto quello del centrodestra a pochi giorni dal referendum.

L’appello del padre

Nel frattempo il padre dei bambini ha lanciato un appello per abbassare i toni. Pur chiedendo il ricongiungimento con i figli, ha invitato sostenitori e cittadini a non organizzare proteste o presidi davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private, per evitare di alimentare ulteriormente lo scontro tra istituzioni. “Voglio che i bambini tornino a casa, ma finché questo non succede preferisco che restino qui”, ha dichiarato dopo una serie di visite ai figli. Sul piano legale, i difensori della famiglia – gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas – stanno preparando un ricorso alla Corte d’Appello per ottenere la sospensione dell’ordinanza che ha disposto l’allontanamento dei minori. Tra le ipotesi in esame c’è appunto anche la richiesta di revoca della sospensione della potestà genitoriale almeno per il padre.

Il dibattito su educazione parentale e tutela dei minori

Nel suo intervento televisivo Salvini ha invitato a evitare contrapposizioni ideologiche: “Credo che l’invio degli ispettori da parte del ministero della Giustizia sia legittimo. Però non vorrei che si andasse alla tifoseria pro o contro la famiglia del bosco”. Il vicepremier ha ricordato che in Italia esistono decine di migliaia di famiglie che praticano educazione parentale o domestica, sottolineando che modelli educativi diversi non giustificano automaticamente l’intervento delle istituzioni. “Si tratta di tre bimbi che fino a quattro mesi fa giocavano e si addormentavano tranquilli a casa loro e ora sono stati strappati alla loro serenità”, ha detto. Salvini ha infine annunciato che chiederà anche un’ispezione del ministero della Salute per verificare lo stato psicofisico dei bambini, mentre la maggioranza prepara il disegno di legge per ridefinire i criteri con cui lo Stato può intervenire nelle famiglie.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »